Decreto Sostegni bis: Messa e Bianchi soddisfatti. Nasce il Fondo italiano per la Scienza con 50 milioni di euro

Il ministro dell’Istruzione e quella dell”Università e della Ricerca commentano positivamente l’approvazione del nuovo decreto. “Segnale di attenzione per scuola e atenei”.

Soddisfazione per i vari interventi progettati e approvati oltre che per le risorse messe in campo: è sicuramente positivo il giudizio dei ministri dell’Istruzione e dell’Università, Patrizio Bianchi e Maria Cristina Messa, sul decreto Sostegni bis approvato oggi dal Consiglio dei Ministri e presentato in una conferenza stampa dal premier Mario Draghi.

Se per la scuola le novità più importanti riguardano il reclutamento dei docenti e il nuovo sistema dei concorsi che dovrebbe partire già dalle prossime settimane, per il mondo dell’università una nota positiva è la nascita del Fondo italiano per la Scienza con una dotazione di 50 milioni per il 2021 e 150 milioni per i prossimi anni.

“Si tratta di  un ulteriore segno concreto di quanto il Governo consideri centrali la ricerca e la formazione per la crescita competitiva del nostro Paese, per sostenere i nostri giovani e per attrarre cervelli dall’estero – ha commentato la ministra Messa – La certezza delle risorse e la loro continuità nel tempo sono fondamentali per programmare e compiere scelte strategiche, così come indispensabile per garantire che i fondi siano spesi nel miglior modo possibile è prevedere un sistema di valutazione all’altezza della situazione”.

“Siamo riusciti ad elaborare un Piano che consente di dare risposte al sistema scuola nel suo complesso: a chi insegna da tempo e, al contempo, ai più giovani che vogliono dedicarsi alla docenza, ma soprattutto ai nostri ragazzi, che hanno il diritto di avere docenti qualificati e di averli in cattedra rapidamente – è invece il commento del ministro Patrizio Bianchi –  A regime, prevediamo concorsi annuali, che possano consentire un meccanismo veloce di copertura dei pensionamenti, evitando i picchi di supplenze degli ultimi anni con le conseguenti ricadute sul precariato. Continuiamo a stanziare risorse per la sicurezza di studentesse, studenti, di tutto il personale, in vista della ripresa di settembre. Stiamo costruendo anche un percorso innovatore che va oltre l’emergenza sanitaria: con gli interventi sul reclutamento del personale docente, risolviamo criticità esistenti, che vanno avanti da tempo, e tracciamo una strada da percorrere che non guarda solo ai prossimi mesi, ma ai concorsi dei prossimi anni. Stiamo di fatto già attuando quanto previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza per la scuola”.

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