Decreto del Fare, la reazione di Link: “Sarà un colpo mortale per le Università”

Decreto del Fare

Decreto delIeri, il 26 luglio la Camera dei Deputati ha approvato con un voto di fiducia una serie di emendamenti al testo originario del “Decreto del Fare”,  gli stessi appaiono l’ennesimo colpo inferto al sistema del Diritto allo Studio e al finanziamento dell’università del nostro paese. Ecco il duro comunicato degli studenti di Link Coordinamento Universitario, che commentano le ultime novità del governo Letta in tema di Istruzione e Università.

“Gli emendamenti presentati dall’On. Marco Meloni e dall’ex Ministra dell’Università Mariastella Gelmini – dichiara Luca Spadon, Portavoce nazionale di LINK – Coordinamento Universitario – pongono un’ipoteca sul futuro del Diritto allo Studio con la creazione di “Programma nazionale di sostegno agli studenti capaci e meritevoli” e determina la creazione di un perverso meccanismo di assegnazione dei fondi dallo Stato agli atenei.”

L’aspetto più drammatico del testo che andrà in approvazione definitiva a settembre riguarda, però, l’emendamento presentato dall’ex Ministra Maria Stella Gelmini che determinerà un aumento della quota premiale del F.F.O., portandolo dall’attuale 13% del totale al 20% nel 2014 e successivamente alzandolo fino al 30%.

Questa modifica porterà molti atenei, in particolare quelli del Sud Italia, a ricevere una quota di F.F.O. radicalmente inferiore a quella ricevuta dagli stessi nell’ultimo anno.

 Inoltre questa quota premiale sarà distribuita in base ai seguenti criteri: i 3/5 di tale quota rispetto agli assurdi risultati emersi dalle valutazioni dell’A.N.V.U.R. (c.d. Valutazione Qualità della Ricerca), criticata da molte parti e per 1/5 alla valutazione delle politiche di reclutamento oggi tramite D.L. 49/2012 legate all’aumento della contribuzione studentesca. Situazione che obbligherà quindi gli atenei ad alzare le tasse universitarie non solo per poter assumere un numero maggiore di docenti ma anche per aumentare il loro ranking nella valutazione della quota premiale.

“Questo aumento della quota premiale – afferma Luca Spadon  – porterà ad una netta divisione tra atenei di serie A iper-finanziati e atenei di serie B condannati alla chiusura. Inoltre un 20% della quota premiale dovrebbe essere destinata al “Programma nazionale di sostegno agli studenti capaci e meritevoli” con il rischio di fatto di stanziare più risorse economiche in questo fondo con criteri di merito molto stringenti, rispetto a quello nazionale per le borse di studio già oggi sotto-finanziato”

“Riteniamo inaccettabili le modifiche contenute in questo provvedimento – continua Luca Spadon – e richiediamo che vengano sostituite in favore di un rifinanziamento generale dell’F.F.O. che possa evitare il rischio default per decine di atenei già messi in ginocchi dai pesanti tagli di questi anni e di una riforma del sistema del diritto allo studio esistente che comprenda oltre ad una graduatoria nazionale anche la modifica dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (L.E.P.) nonché un aumento di 150 milioni euro che porti ad una copertura totale delle borse di studio. Se queste norme dovessero diventare legge, siamo pronti a rilanciare subito un autunno di protesta caratterizzato da un’intensa mobilitazione studentesca.”

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