5-9 luglio 2010 Protesta atenei

Dal 5 al 9 luglio atenei in fermento. Ampio schieramento di associazioni e organizzazioni sindacali contro la riforma Gelmini.

Atenei in fermento. Un ampio schieramento di associazioni e organizzazioni sindacali del settore ha proclamato per il primo luglio assemblee generali di ateneo e dal 5 al 9 luglio una settimana di mobilitazione di tutte le componenti del mondo universitario: docenti, precari, personale tecnico-amministrativo, studenti.
Un intervallo di tempo durante il quale convocare, tra l’altro, assemblee permanenti di facoltà e di ateneo. Le Organizzazioni e le Associazioni dell’Università ribadiscono il giudizio negativo sul ddl di riforma dell’università in discussione in Parlamento e sulla Manovra finanziaria «che colpisce pesantemente l’Università e coloro che vi operano» e fanno notare come stia crescendo una mobilitazione «sempre più adeguata alla gravità della situazione».
«Organi collegiali e Assemblee – ricordano – hanno deciso o stanno decidendo forme di protesta che recepiscono le indicazioni delle Organizzazioni e delle Associazioni universitarie (astensione dei professori e dei ricercatori dai compiti didattici non obbligatori per legge e partecipazione il 1 Luglio alle Assemblee di Ateneo nei Rettorati con occupazione simbolica degli stessi) e in molti casi vanno anche oltre (invito alle dimissioni dalle cariche accademiche e sospensione dell’attività didattica)».
Le sigle che promuovono la protesta sono Adi, Adu, And, Andu, Apu, Cga, Cisal, Cisl-Università, Cnu, Confsal-Cisapuni-Snals, Flc-Cgil, Link-Coordinamento Universitario, RdB-Usb Pubblico Impiego, Rete 29 aprile, Snals-Docenti Università, Sun, Udu, Ugl-Università e Ricerca, Uilpa-Ur.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Anche l'occhio vuole la sua parte...la tesina

Next Article

Master italo-mediorientale

Related Posts
Leggi di più

Regalo di Natale al ministro Valditara: 500mila euro in più per il suo staff grazie ai tagli alla didattica

Un emendamento presentato dall'ex sottosegretario Rossano Sasso stanzia ulteriori 480mila euro per consulenti e collaboratori del Ministero dell'Istruzione. Soldi che verranno prelevati dal fondo per la didattica previsto dalla legge sulla Buona Scuola del 2015. Le opposizioni gridano allo scandalo ma da Viale Trastevere provano a gettare acqua sul fuoco: "Spese in linea con gli anni precedenti".