Cts: "Superiori vanno riaperte". Azzolina: "Scuola non responsabile seconda ondata"

Approvata al Senato la Legge di Bilancio: 1,5 miliardi di investimenti per l’Istruzione

Riaprire il 7 gennaio si o no? Insieme alla gestione della campagna vaccinale la riapertura della scuola è uno dei principali temi che accompagnano quest’anno così difficile. La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, tira dritto per la riapertura del 7 gennaio. Almeno per le scuole superiori. Un assist lo ha trovato proprio oggi da parte del comitato tecnico scientifico (CTS) che ha dato un parere analizzando in un report il contagio avvenuto proprio nella scuola.

Nella riunione di ieri il Comitato tecnico-scientifico ha analizzato l’ultimo report sulle scuole realizzato dal Centro…

Pubblicato da Lucia Azzolina su Mercoledì 30 dicembre 2020

“La sospensione delle attività didattiche in presenza deve essere limitata e temporanea perché l’impatto negativo sulla salute fisica, mentale ed educativa dei ragazzi supera i benefici”, ha dichiarato in un post sui social la ministra. Le fa eco il premier Conte, che rimane più cauto: “Auspico che il 7 gennaio le scuole secondarie di secondo grado possano ripartire con una didattica integrata mista almeno al 50% in presenza, nel segno della responsabilità, senza mettere a rischio le comunità scolastiche. Se, come mi dicono, i tavoli delle prefetture, hanno lavorato in modo efficace, potremo ripartire quantomeno col 50%”, ha affermato il premier nella conferenza stampa di fine anno.

Mentre riguardo alle risorse con cui partirà il nuovo anno scolatico, per ora c’è poco da cui ripartire. Nella Legge di Bilancio, approvata in via definitiva dal Senato, sono oltre 3,7 miliardi stanziati per questo settore, di cui 2,2 di spesa corrente e oltre 1,5 per investimenti. Le critiche non sono tardate ad arrivare: “Briciole e non c’è nulla per il rinnovo del contratto”, fanno sapere i sindacati di categoria. Per Lena Gissi, segretaria della Cisl scuola “questa è una grande occasione persa, non c’è nulla di strutturale. L’unico segnale di speranza è sul sostegno, anche se con molti limiti, e sul dimensionamento delle scuole”. Poco o nulla sul fronte del precaricato: “Stride il mancato stanziamento di fondi aggiuntivi per il rinnovo del contratto, gli investimenti sugli organici e le procedure semplificate per stabilizzare i precari e i facenti funzione Dsga”, scrivono in un comunicato da Flc-Cgil.

La Legge prevede un piano pluriennale di immissione in ruolo di 25 mila docenti di sostegno. Sicuramente l’intervento più corposo della manovra che riguarda l’Istruzione. insieme all’edilizia scolastica (1,5 miliardi). Ma già quest’anno si è arrivati a 91mila posti in deroga, dunque precari. Le risorse saranno accompagnate da appositi fondi per la formazione degli insegnanti sui temi dell’inclusione e per l’acquisto di ulteriori ausili didattici. Si dà poi il via libera ad una innovativa procedura concorsuale per reclutare docenti specializzati sul sostegno. Il concorso sarà bandito ogni due anni periodo durante il quale le graduatorie potranno essere integrate e il punteggio dei candidati presenti in graduatoria aggiornato sulla base dei nuovi titoli conseguiti nel frattempo. È stato anche incrementato, per il 2021, di 70 milioni il finanziamento alle scuole paritarie che accolgono alunne e alunni con disabilità. Nell’ambito del piano triennale di investimenti immobiliari 2021-2023 dell’Inail, destinati 40 milioni alla costruzione di scuole innovative nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000.

Sono 40 milioni i fondi per la digitalizzazione, insieme a ulteriori risorse per potenziare l’azione amministrativa e didattica nelle scuole, anche con l’impiego degli animatori digitali e delle nuove tecnologie. Stanziati 20 milioni di euro per concedere per un anno agli studenti meno abbienti, in comodato d’uso gratuito, un dispositivo mobile dotato di connettività o un bonus del medesimo valore.

Cambiano le regole del dimensionamento scolastico introdotte anni fa nel periodo dei tagli: per il 2020/2021 il numero minimo di 600 studenti, 400 nelle piccole isole e nei comuni montani, che le scuole devono raggiungere per avere un proprio dirigente scolastico e un direttore dei Servizi generali amministrativi, viene abbassato rispettivamente a 500 e 300 studenti. Una misura per dare a un numero maggiore di scuole un proprio capo di istituto ed un Dsga a tempo pieno, fondamentale nella gestione dell’attuale periodo emergenziale. Viene istituito un Fondo da 3 milioni per l’ampliamento dell’offerta formativa nei licei musicali, con l’attivazione di corsi a indirizzo jazzistico e sui nuovi linguaggi musicali. Il provvedimento prevede inoltre mille docenti in più per il potenziamento dell’offerta formativa nella scuola dell’infanzia e uno stanziamento aggiuntivo di 60 milioni per la fascia 0-6 anni.

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