Coronavirus, intelligenza artificiale 'made in Italy' per ricerca

Una tecnologia italiana di intelligenza artificiale entra in campo per affiancare i ricercatori di tutto il mondo a caccia delle ‘armi giuste’ contro Covid-19. “Siamo a Modena, tutti noi conosciamo qualcuno toccato dal virus, e qualcuno che purtroppo non ce l’ha fatta. Dovevamo fare qualcosa”. Così Andrea Melegari, senior vice president di Expert System, racconta all’Adnkronos Salute in che modo la società italiana, con 260 dipendenti e una presenza in 7 Paesi, ha deciso di unirsi alla lotta contro Covid-19.

“Abbiamo deciso di offrire ai ricercatori di tutto il mondo gratis l’accesso a Clinical Research Navigator (Crn), un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale che consente loro di cercare, filtrare e fare controlli incrociati su informazioni critiche presenti nei principali database di studi clinici, pubblicazioni scientifiche nonché flussi di dati provenienti da fonti aperte e social media”.

Si tratta di “una piattaforma con oltre 100 milioni di documenti e informazioni di riferimento su 12 milioni di ricercatori clinici, che ci può dire, ad esempio chi è impegnato in ricerche sugli anticorpi, quali studi vengono condotti su una particolare molecola e così via. Con l’obiettivo di accelerare la ricerca scientifica”. Aggiornata e arricchita in tempo reale, Crn è accessibile su cloud tramite una semplice procedura di registrazione in due click su www.clinicalresearchnavigator.ai, e sarà accessibile gratis fino almeno al 1° luglio. I dati disponibili sono costantemente strutturati e aggiornati ed è possibile effettuare ricerche tra malattie, farmaci, meccanismi d’azione, organizzazioni, ricercatori e aree geografiche. Si tratta di un progetto “oggetto di intensa interazione con la Casa Bianca”, aggiunge Melegari senza fornire ulteriori informazioni.

Ma come funziona? Il portale monitora costantemente ed estrae contenuti biomedici provenienti dal più ampio e completo set di fonti come pubblicazioni medico scientifiche, studi clinici, ricerche finanziate dai National Institutes of Health (Nih), brevetti Usa, notizie e persino flussi di social media. Aggrega le informazioni presenti in milioni di documenti scientifici e comunicati stampa, strutturando il contenuto in un’interfaccia semplice ed intuitiva, e consentendo ricerche a più livelli e in tutti i campi disponibili.

“Per affrontare un’emergenza sanitaria globale senza precedenti come Covid-19 – riflette il manager – c’è un urgente bisogno di avanzate tecnologie di intelligenza artificiale in grado di aiutare i ricercatori ad accelerare la loro ricerca di terapie e diagnostica”. E dal momento che anche nella scienza l’unione fa la forza, questo strumento può mettere in connessione studiosi di varie parti del mondo, con un’idea affine per battere il virus. “L’intelligenza artificiale può fare molto, ma non sostituisce l’uomo. Questo strumento – conclude Melegari – potrà rivelarsi un potente alleato per trovare nuove armi contro questo virus”.

adnkronos

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