Coronavirus, 100mila studenti italiani all’estero: da Erasmus all’università in Usa, 10 cose da sapere per fronteggiare l’emergenza

Come rientrare da un Erasmus? Come comportarsi se il proprio figlio sta frequentando una università in Uk? E se si trova negli Stati Uniti? Se lo stanno chiedendo molte famiglie italiane di fronte all’emergenza coronavirus. Ecco 10 domande e risposte realizzate con Omni admissions

Spagna, Gran Bretagna, Francia. E ancora: Stati Uniti, Canada e Australia. Sono queste le mete più gettonate in Europa e nel mondo per i 100mila ragazzi italiani che ogni anno vanno all’estero a studiare, dal liceo fino all’università e oltre. Quanti siano in questo momento all’estero è impossibile dirlo, di sicuro diverse decine di migliaia di italiani potrebbero trovarsi in un Paese straniero bloccati dall’emergenza coronavirus, che sta prendendo piede ormai in ogni parte del globo.
Come rientrare da un Erasmus? Come comportarsi se il proprio figlio sta frequentando una università in Uk? E se si trova negli Stati Uniti? Insieme ad Omni admissions, realtà professionale di consulenza educativa che supporta gli studenti italiani che vogliono intraprendere un percorso universitario internazionale, abbiamo messo a punto 10 domande e risposte, ricordando che è fondamentale monitorare costantemente le indicazioni fiornite dal ministero degli Esteri.

1. Come comportarsi se il proprio figlio sta facendo un semestre all’estero in un liceo che potrebbe chiudere e passare alla didattica online nelle prossime ore?
«Ci sono tanti distinguo da fare – rispondono Anna Maria Padula e Marcella Turazza di Omi admissions – . Se lo studente è ospitato da una famiglia potrebbe continuare la restare dov’è e seguire la didattica online sino alla fine del programma; se invece alloggia presso una boarding school (college) occorre fare riferimento alle indicazioni delle singole scuole: in alcuni casi vengono trovati alloggi alternativi per continuare ad ospitare i ragazzi internazionali, in altri i ragazzi sono invitati a tornare a casa e seguire le lezioni da remoto». Un impatto molto forte c’è stato nelle scorse ore per gli studenti che si trovano negli Stati Uniti, per alcuni dei quali – dopo l’annuncio di Trump di sospendere i voli con l’Europa – si è reso necessario organizzare velocemente il rimpatrio.
La grande novità è che l’Ambasciata italiana di Washington si è attivata per assicurare collegamenti aerei diretti per l’Italia e ha concordato con Alitalia un programma ridotto di voli solo andata (one-way) valido sino al 13 aprile.
2. E se invece il proprio figlio sta facendo un semestre all’estero presso un’università, come per esempio un programma Erasmus?
Tutte le università, dalla Spagna agli Stati Uniti passando per UK, che hanno deciso o decideranno a breve di chiudere e di passare alla didattica online, permetteranno agli studenti di rientrare a casa e di concludere il programma accademico sostenendo gli esami da remoto.
Inoltre, trattandosi di ragazzi maggiorenni, sarà una decisione dello studente e della famiglia trovare eventualmente una sistemazione alternativa all’alloggio universitario se desiderassero fermarsi comunque all’estero e continuare il programma online. Alcune università hanno assicurato anche sistemazioni all’interno del campus soprattutto per gli studenti internazionali residenti in zone ad alto rischio come l’Italia.

«In entrambi i casi – raccomandano Padula e Turazza – è fondamentale verificare le coperture assicurative mediche. Il suggerimento è di concordare ogni azione con il responsabile del programma di scambio e con gli uffici dedicati agli studenti internazionali. Questo per evitare di prendere decisioni affrettate che potrebbero avere conseguenze negative sulla validità dell’iniziativa».

LA MAPPA AGGIORNATA DEI CONTAGI

L’emergenza coronavirus ha bloccato Erasmus+: tutti i ragazzi coinvolti potranno appellarsi alla «clausola di forza maggiore» per modificare i loro piani, quindi annullare, rinviare o posticipare l’esperienza all’estero. La platea interessata – nel caso di Erasmus+ – è di circa 47mila ragazzi (stando alle partenze dell’ultimo anno accademico). Agli studenti attualmente all’estero l’Unione europea raccomanda di contattare gli enti di supporto e l’agenzia nazionale Indire per ([email protected]; [email protected]). La richiesta di forza maggiore dovrà essere inoltrata entro il 20 aprile per i progetti del 2018, entro il 29 maggio per quelli del 2019.

16 marzo 2020

  1. ATENEI IN EMERGENZAIl virus blocca Erasmus: stop a tutti gli studenti in entrata e in uscita dall’Italiadi Eugenio Bruno

3. Come comportarsi se il proprio figlio sta frequentando una boarding school in UK, principale destinazione dei ragazzi italiani che vogliono conseguire un International Baccalaureate (IB) o una maturità inglese (A-levels)?
Le scuole in UK sono ancora aperte anche se da calendario scolastico è prevista una chiusura per il lungo break di primavera dal 27 marzo al 20 aprile. Quindi, visto anche l’attuale orientamento del Governo, difficilmente le scuole chiuderanno prima. Il vero tema è il rientro dopo queste vacanze primaverili, dal momento che molte scuole hanno fatto presente alle famiglie italiane che al rientro a scuola dall’Italia gli studenti italiani devono essere messi in quarantena; per evitare questa situazione, le scuole hanno consigliato ai ragazzi di fermarsi in UK sotto la vigilanza di un custode (guardian) o di un genitore e in certi casi hanno offerto la possibilità di usufruire di alloggi gestiti dalle scuole stesse.
La posizione del Governo britannico ha generato però preoccupazione nelle famiglie italiane che si stanno sempre più orientando verso il rientro in Italia dei loro figli.
Se per lo studente che frequenta il primo anno dell’ultimo biennio questo potrebbe non comportare problemi particolari, perché si può concordare con la scuola un programma didattico da remoto, per lo studente del secondo e ultimo anno, soprattutto per chi avrà gli esami IB dal 30 aprile al 22 maggio, potrebbe costituire un problema da affrontare con anticipo. Non è infatti garantito, visto l’evolversi della situazione, che questi studenti possano poi rientrare in tempo per sostenere gli esami IB – tenendo conto che dovranno fare anche la quarantena.

«Il nostro suggerimento – dicono Padula e Turazza – è di vagliare attentamente le opzioni, concordare ogni passo con le singole scuole ed eventualmente verificare la disponibilità di scuole IB sul suolo italiano a ospitare i ragazzi per sostenere gli esami finali».
Sul sito dell’International Baccalaureate si può trovare l’elenco completo delle 27 scuole autorizzate ad amministrare questo prestigioso diploma internazionale in Italia. Per chi deve invece sostenere gli esami A-levels (da metà maggio a metà giugno) occorre valutare il da farsi ancora più attentamente perché gli esami vanno sostenuti in UK.

CORONAVIRUS / Tutto quello che c’è da sapere

4. Cosa suggerire se il proprio figlio sta facendo l’università all’estero in Europa?
Stiamo assistendo in tutto il mondo a una progressiva chiusura delle università con il passaggio alla didattica online. Il fenomeno, partito in Asia ancora prima del Covid-19 per i disordini di Hong Kong, si è esteso in modo importante. Resistono oggi alcuni baluardi come poche università olandesi e inglesi, che non resisteranno però a lungo prima di cessare le lezioni frontali. Il suggerimento è di essere pronti a rientrare, monitorando anche lo stato dei voli internazionali, perché le comunicazioni da parte delle università si stanno susseguendo. Trattandosi di maggiorenni, in alcuni casi con un alloggio proprio, lo studente potrà sempre decidere di fermarsi anche se la raccomandazione di quasi tutte le università è di rientrare nel proprio paese.
5. Cosa cambia invece se lo studente sta facendo l’università negli Stati Uniti?
Anche negli Stati Uniti le università stanno passando progressivamente alla modalità online a partire da Stanford e Washington University seguite a ruota dalle Ivy League Harvard, Princeton e Columbia per poi estendersi alla quasi totalità nelle ultime ore.
La chiusura delle università americane è stata repentina e inaspettata quando ancora il Presidente Trump stava tenendo bassi i toni sul Covid-19. Le comunicazioni delle università nei confronti degli studenti internazionali non sono state né univoche né esaustive, soprattutto sul tema cruciale del visto studentesco e della sua validità qualora lo studente uscisse dagli Stati Uniti per un tempo superiore a quello consentito (5 mesi).
Le università non hanno ancora ricevuto delle indicazioni chiare da parte dello Student and Exchange Visitor Program (SEVP), l’ente che governa le norme degli studenti stranieri negli Stati Uniti. Molti studenti sono partiti per raggiungere l’Italia senza avere certezze sulle eccezioni che dovrebbero essere adottate vista la situazione straordinaria rispetto alle norme attuali per il rientro in Usa.
Per chi decide di rimanere, gli unici studenti ai quali è stata garantita una sistemazione on campus da parte della maggior parte delle università sono proprio gli italiani, i cinesi e quelli provenienti dalle aree ad alto rischio (level 3). Inoltre, le università hanno raccomandato di non lasciare il paese a tutti gli studenti che avevano già avviato le pratiche per il permesso di lavoro opzionale (Optional Practical Training – OPT) che gli studenti utilizzano per gli stage estivi e per il primo impiego in Usa successivo alla laurea.
«Il suggerimento – raccomandano Padula e Turazza – è anche qui di seguire le indicazioni degli uffici dedicati agli studenti internazionali e in particolare degli uffici che sovrintendono i visti per non incorrere in rischi e cavilli burocratici. Per chiunque decidesse di fermarsi negli Stati Uniti sia sul campus sia in abitazioni proprie, raccomandiamo di registrare la loro presenza presso le università, di controllare le proprie coperture assicurative mediche e di tenere presente l’accordo tra l’Ambasciata italiana e Alitalia sui voli di rientro garantiti sino al 13 aprile».
6. Cosa deve fare chi non ha ancora completato le domande di ammissione per le università internazionali con ingresso a settembre 2020?
Molti studenti sono ancora nei tempi corretti per fare domanda a università all’estero (soprattutto Spagna, Olanda, Francia), ma a causa della chiusura delle scuole italiane hanno difficoltà nel reperire lettere di referenze da parte dei singoli professori e le pagelle tradotte in inglese e timbrate dalla segreteria della scuola di provenienza, indispensabili per il completamento e la validità della domanda di ammissione.

«Il nostro consiglio – dicono Padula e Turazza – è di contattare l’ufficio ammissioni delle singole università (Undergraduate Admissions Office) chiedendo l’autorizzazione a inviare la domanda seppur incompleta garantendo di ultimarla non appena le scuole riprenderanno un’attività regolare. Si può inoltre proporre di inviare nel frattempo le pagelle originali in italiano con una traduzione effettuata da un traduttore certificato».
7. Come si può ovviare al fatto che sono stati cancellati molti test di ammissione alle università?
Anche su questo fronte stiamo assistendo alla cancellazione progressiva di molti test di ingresso alle università internazionali (SAT, ACT e test propri delle singole università). In relazione ai test delle università, queste si stanno organizzando per offrirne una versione online in tempi brevi come per esempio sta facendo la IE University di Segovia e Madrid.
Per quanto riguarda i test standardizzati richiesti da quasi tutte le università americane e da molte europee (SAT e ACT), ci si augura che non vengano cancellate anche le prossime sessioni estive di maggio, giugno, luglio e agosto. Per maggiori informazioni sulle date internazionali bene monitorare i siti di College Board per l’SAT .

« Suggeriamo agli studenti di iscriversi con largo anticipo alle prossime sessioni (SAT 2 maggio e ACT 12-13 giugno) – avvertono Padula e Turazza -. Inoltre, la grande novità di quest’anno ai più ancora sconosciuta, è che dopo molti anni in cui le date dei test al di fuori degli Stati Uniti erano state progressivamente ridotte, sono state introdotte nuove date di cui potranno beneficiare anche gli studenti italiani che stanno cercando di raggiungere in tempo il punteggio necessario per entrare nelle università target (SAT 29 agosto e ACT 17-18 luglio)».
8. Si è ancora in tempo per certificare il livello di inglese per le domande di ammissione in corso?
Anche sul versante delle certificazioni di lingua necessarie per le ammissioni a corsi universitari erogati in lingua inglese stiamo assistendo a continue cancellazioni di date di test (IELTS e TOEFL). Oltre a monitorare continuamente i relativi siti per prenotare le prime date possibili nelle prossime settimane , il consiglio è di verificare con le singole istituzioni a cui si sta facendo domanda di ammissione se, vista l’emergenza, sono permesse altre forme di certificazione come per esempio il test Duolingo, interamente online, che nelle ultime settimane è stato adottato da un sempre maggiore di università, oppure test alternativi offerti dalle università (per esempio i corsi di inglese pre sessional da sostenere prima dell’inizio dei corsi presso le università).
9. Cosa succederà per le sessioni anticipate di ammissione come quelle di Bocconi e Politecnico?
Per quanto riguarda Bocconi a fine marzo è prevista l’apertura della Early Session, che consente agli studenti del penultimo anno di liceo di fare domanda di ammissione anticipata ai corsi in lingua inglese e italiana entro la prima settimana di giugno, sostenendo il test Bocconi a fine giugno o presentando il risultato di SAT o ACT.
Consigliamo di monitorare il sito dell’università per verificare le tempistiche e le modalità e anche qui non sarà da escludere l’adozione della versione online del test Bocconi.
Per quanto riguarda il Politecnico di Milano, cui si accede tramite i test TOL per ingegneria e TOLD per design, a seguito della chiusura dell’università sono state cancellate le date di esame sino al 3 aprile e si attende la comunicazione per le nuove date, mentre i colloqui di ammissione al corso di laurea in Urbanistica si svolgeranno online.

10. Quali sono le implicazioni per gli studenti che sono stati ammessi o che stanno facendo domanda a programmi estivi di studio o volontariato in tutto il mondo?
Nonostante le domande di ammissione a programmi estivi siano tutt’ora aperte, tutte le organizzazioni, le scuole e le università che li promuovono si sono premurate di allertare gli studenti che i programmi potrebbero subire variazioni o essere cancellati. Fatta eccezione per le tasse di iscrizione, tutti i depositi e le quote versati saranno totalmente rimborsati. «Questo virus sta prendendo traiettorie sempre nuove e con velocità di progressione diverse – concludono Padula e Turazza – per cui risulta difficile valutare al momento in quali paesi è più probabile che questi programmi vengano effettivamente realizzati».

ilsole24ore

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