Bologna, indagati due docenti per i concorsi pilotati di Firenze

Nella commissione incriminata anche Roberto Bernabei, il nuovo medico di Papa Francesco

Indagati due docenti dell’Alma Mater (Bologna), sono Claudio Borghi ed Eugenio Brunocilla, tra i nomi dell’inchiesta sui concorsi pilotati alla facoltà di Medicina di Firenze. I due, rispettivamente direttore della scuola di specializzazione in Medicina d’Urgenza dell’Alma Mater e direttore della scuola di Urologia, sono iscritti sul registro degli indagati in qualità di componenti di commissioni che ha assegnato alcune cattedre di professore all’università di Firenze, Brescia e Ancona.

Borghi è coinvolto per la cattedra di professore ordinario di Geriatria di Firenze ad Andrea Ungar, un “interno” del policlinico fiorentino di Careggi. Quel concorso, secondo la Procura del capoluogo toscano sarebbe uno dei tanti con un “vincitore predeterminato”. L’indagine sui concorsi pilotati condotta dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal pm Antonino Nastasi riguarda tutta una serie di bandi della facoltà di Medicina e vede tra gli indagati 39 persone, con ruoli e responsabilità differenti, tra le quali anche il rettore dell’Ateneo di Firenze Luigi Dei. La posizione di Borghi, componente esterno di una sola commissione, è ritenuta dagli inquirenti “marginale” rispetto alla mole dell’indagine che delinea persino un’associazione a delinquere finalizzata a pilotare le nomine. Secondo la Guardia di Finanza si tratterebbe di una sorta di regia che era in grado di decidere chi e come doveva aggiudicarsi i posti.

Il professore bolognese risponde di abuso d’ufficio assieme a buona parte della commissione di cui ha fatto parte anche Roberto Bernabei, che di recente è stato chiamato a essere il nuovo medico personale del Papa Francesco. La commissione di gara che il 21 gennaio scorso scelse Ungar era formata da Borghi, Bernabei e altri luminari, ed era presieduta da Niccolò Marchionni, una delle figure chiave, secondo l’impostazione dei pm toscani, della “concorsopoli” che, da Firenze, si sta allargando anche ad altre facoltà italiane. Per uno “Il professore Borghi – ha spiegato il suo legale, il professore Vittorio Manes – è assolutamente sereno, non abbiamo ancora contezza completa delle ragioni dell’accusa, ma siamo certi che tutto si chiarirà nei modi e nei luoghi preposti”. Tra l’altro, aggiunge, “la sua posizione appare assolutamente marginale trattandosi di un componente esterno e l’abuso d’ufficio contestato, per quanto ne sappiamo, potrebbe riguardare anche qualche errore meramente materiale”.

Situazione analoga e stesso reato contestato al professore Brunocilla, chiamato in causa per due concorsi che si sono svolti a Brescia e all’università delle Marche. Nel caso di Brescia, a quanto risulta, il concorso era ancora in itinere, nel senso che non si era ancora deciso il vincitore: la commissione aveva svolto l’esame orale e si stavano valutando i titoli dei concorrenti. Per quanto l’episodio del Politecnico delle Marche, al posizione di Brunocilla appare, per come scrivono i pm, ininfluente. Ad Ancona i posto di professore ordinario venne vinto da Andrea Benedetto Galosi che, per i magistrati, aveva raggiunto un “accordo corruttivo con Marco Carini, altro componente della commissione. In tale ultima vicenda – si legge nell’avviso di garanzia – Brunocilla riveste la qualità di terzo, non avendo avuto alcun ruolo nell’accordo corruttivo”. 

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