Crisanti: “varianti invisibili ai test rapidi”

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“Ci sono varianti del Covid totalmente invisibili ai test rapidi e questo pone un problema serissimo di sanità pubblica”. Sono le parole di Andrea Crisanti direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova, riportate da AdnKronos. “Inserire i test rapidi nell’indice di positività è uno sbaglio. Inorridisco quando i test rapidi vengono utilizzati nel modo sbagliato perché contribuiscono a diffondere il virus soprattutto nelle comunità”.

L’allarme lanciato dal prof. Crisanti è rimasto finora inascoltato, ma rischia di diventare un boomerang.

Sì perchè se già lui e molti suoi colleghi non erano d’accordo nel considerare i tamponi antigenici nei bollettini quotidiani per la loro bassissima sensibilità, il problema ora è che alcune varianti che circolano in Italia, e non poco, sarebbero invisibili a tali tamponi.

Dunque con le migliaia di test rapidi che effettuano tutte le regioni ogni giorno, consentiamo che migliaia di falsi negativi continuino a svolgere la loro vita quotidiana con l’illusione di essere negativi.

Perchè il Ministero della Salute non interrompe immediatamente tale circolo che porterà ad ulteriori moltiplicazioni del contagio? Cosa aspettiamo?

Vaccini

Crisanti si esprime anche a proposito del vaccino russo Sputnik “usa una tecnologia molto simile a quella di AstraZeneca, quindi non vedo il perché di tutta questa eccitazione. Piuttosto bisognerebbe chiedere alla Russia perché lo vende, anziché immunizzare i propri cittadini. Il problema di questo vaccino è che ci deve essere qualcuno che prende tutti i dati e li presenta all’Ema che li verifica. E’ molto semplice: un farmaco viene approvato quando c’è qualcuno che chiede che venga approvato”.

Dunque festeggiamo da ieri la produzione dello Sputnik in Italia non conoscendo neanche l’efficacia di questo vaccino ed effettivamente chiediamoci perchè la Russia non stia procedendo con l’ immunizzazione della sua popolazione ma piuttosto si premuri prima di venderlo ad altri. Merita una riflessione tale analisi.

E’ intanto notizia di oggi che la Danimarca abbia sospeso la somministrazione del vaccino AstraZeneca in seguito ad alcuni casi di trombosi.

Lo stop è arrivato anche da Islanda e Norvegia. In Europa eventi simili si erano verificati nei giorni scorsi in Austria, Estonia, Lituania, Lettonia e Lussemburgo. Lo stesso in Asia.

In Italia l’Aifa ha previsto il ritiro di uno dei lotti di vaccino, ma destano sospetti anche altri casi verificati nel nostro Paese, in Sicilia e Campania.

L’Ema ha subito escluso la correlazione tra le morti e la somministrazione del vaccino con una velocità che forse meriterebbe maggiore prudenza davanti a tali dati. Rassicurare significa liberare dal dubbio: per liberare dal dubbio occorrono approfondimenti, ulteriori dati e verifiche scientifiche.

Ci sono?

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