Città della scienza: la Sun raccoglie fondi

Schermata 2013-03-06 a 16.30.14 

Professionalità accademiche e una raccolta fondi per Città della Scienza. A seguito dell’incendio che ha distrutto quattro capannoni di Città della Scienza, la Sun si propone come parte attiva per la sua ricostruzione.  “Ho appreso con molto dolore la notizia dell’incendio disastroso che ha distrutto Città della Scienza questa notte – ha detto il Rettore della Seconda Università degli Studi di Napoli, Francesco Rossi – Una ferita profonda inferta alla cultura, uno schiaffo alla scienza, che lascia me e l’intero mondo accademico della Sun esterrefatti. Alla luce di questi tragici eventi è ancora più importante manifestare la presenza delle istituzioni”.

La Sun, che da anni è legata a Città della Scienza con convenzioni, rapporti di ricerca, numerose attività culturali, esprime una profonda solidarietà per l’accaduto, manifestando la propria volontà nel contribuire fattivamente alla ricostruzione, anche attraverso l’ausilio delle professionalità accademiche e del patrimonio di valore umano di cui è composta.

“A tal proposito – continua Rossi – è stata attivata tempestivamente una procedura di raccolta contributi da parte del personale, delle strutture e degli studenti dell’Ateneo, da destinare alla ricostruzione di città della scienza”.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Milano,colpo di fulmine in metro. Per ritrovarla pubblica un annuncio

Next Article

Nevada, vietato mandare sms mentre si cammina

Related Posts
Leggi di più

Un fondo per le iniziative degli atenei sulla legalità: “I giovani non sanno chi erano Falcone e Borsellino”

Presentato al Senato il fondo di 1 milione di euro a disposizione delle università italiane per diffondere le cultura delle legalità con seminari ed incontri. La ministra Maria Cristina Messa: "In questo modo rendiamo organiche iniziative che fino ad oggi erano state solo sporadiche e lasciate alla volontà di ogni singolo ateneo".
Leggi di più

Gran Bretagna, niente visto speciale per i nostri laureati: le università italiane considerate “troppo scarse”

Il governo britannico mette a disposizione una "green card" per attrarre giovani talenti e aggirare così le stringenti regole imposte dalla Brexit. Potranno partecipare però solo chi si è laureato in una "università eccellente" in giro per il mondo. Dall'elenco però sono state esclusi tutti gli atenei italiani considerati quindi non all'altezza in basse ai risultati nelle più prestigiose classifiche mondiali.