Carta del docente, il Tribunale di Trani riscrive i criteri: “Bonus di 500 euro anche ai supplenti”

Accolto il ricorso di un docente che aveva svolto supplenze per tre anni consecutivi in diversi istituti senza mai ricevere però il bonus del Ministero sull’aggiornamento professionale. Il giudice gli ha riconosciuto un risarcimento di 1500 euro: “La norma era discriminatoria”. Il sindacato Anief: “Adesso opportunità per tutti”.

La Carta del docente, e quindi i relativi 500 euro per ogni anno di insegnamento, deve essere riconosciuta anche ai supplenti. È quanto ha sancito il Tribunale di Trani accogliendo il ricorso presentato da un docente che aveva lavorato per tre anni scolastici consecutivi in tre diversi istituti a tempo determinato, non ricevendo mai però il bonus del Ministero dell’Istruzione.

La sentenza

“Va dichiarato il diritto della parte ricorrente al riconoscimento del beneficio economico della cosiddetta ‘Carta del docente’ e, quindi, del relativo bonus di 500 euro per ciascun anno scolastico con conseguente condanna del ministero dell’Istruzione a riconoscere la c.d. carte del docente per un valore pari a complessivi 1.500 euro in favore della parte ricorrente” si legge nella sentenza emanata dal giudice riguardo a un ricorso presentato ad inizio agosto 2022 da una docente per avere lavorato come docente a tempo determinato per diversi istituti scolastici 2019/2020, 2020/21 e 2021/22 senza mai ricevere la “Carta del docente” riservata ai soli docenti di ruolo.

“Norma discriminatoria e contro la Costituzione”

Secondo il Tribunale di Trani il “ricorso è fondato perché la disciplina normativa è discriminatoria per contrasto con gli artt. 3, 35 e 97 della Costituzione e per violazione della clausola 4 della direttiva n. 1999/70/CE oltre a violazione degli articoli 63 e 64 del ccnl di categoria che prevedono la centralità della formazione del docente”.

Anief: “Presentare subito i ricorsi”

“Chi ha fatto supplenze annuali nella scuola dal 2016 farebbe bene a presentare ricorso con il sindacato al giudice, così da recuperare i 500 euro annui dell’aggiornamento – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -. Possono farlo anche i docenti precari che hanno svolto servizio con orario ridotto e anche gli educatori, di ruolo e precari, su cui qualche settimana fa la Cassazione si è pronunciata in modo positivo. L’importante, per tutti, è non attendere troppo tempo, altrimenti si rischia di perdere una o più annualità”

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