Carrozza: “Le Università del Sud devono fare rete ed essere ambiziose”

 

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Il Ministro Carrozza interviene sulla situazione delle Università nel Sud Italia – “Se vogliono evitare rischi per il futuro le Università del Meridione devono fare rete e connettersi tra loro”. Questo l’invito che il Ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza rivolge agli Atenei del Sud Italia a seguito dei risultati dei test d’ingresso per le prove d’accesso ai corsi a graduatoria nazionale, in cui gli studenti del meridione hanno ottenuto risultati ben più bassi della media del paese.

In un intervista a Il Mattino, il Ministro ha analizzato il panorama universitario del Sud Italia e ha puntato l’indice sulla mancanza di programmazione degli Atenei, con particolare riferimento a quelli campani. Un deficit che rischia di compromettere il futuro delle Università e quello degli studenti, nonché di invalidare le eccellenze che il territorio mette a disposizione in settori strategici: “Napoli, ad esempio, può essere un grande polo in scienze umane, nell’aerospazio e non solo”. Ha dichiarato Maria Chiara Carrozza.

Ma alla base di qualsiasi iniziativa deve esserci una puntuale progettazione, ha ribadito il Ministro: “La Federico II conta 80mila studenti ed è uno dei principali atenei del mondo. Ma penso che debba avere un progetto su cosa vuole essere e su come vuole raggiungere gli obiettivi. Alle Università spetta presentare un progetto. Il mio compito è trovare le risorse. Tuttavia parlare di risorse prima del progetto non ha senso”.

Poi sulla polemica nata dalle parole del Rettore della Federico II di Napoli, Massimo Marelli, che aveva definito il sistema attuale di ripartizione delle risorse come tendente “a zero docenti e zero studenti: cioè alla scomparsa delle Università del Mezzogiorno”, il Ministro ha risposto: “Conosco i problemi e so che non è facile, ma io invito Marrelli e gli altri rettori del Sud a essere ambiziosi. Come pensano di attrarre studenti dall’estero? Come vogliono reclutare i docenti migliori? In cosa si vogliono specializzare?”.

Necessità di programmazione, progetti ambiziosi e collaborazione tra gli Atenei delle regioni meridionali; questa la ricetta ministeriale per risollevare le sorti dell’Università e degli studenti del Sud Italia.

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