Calcio, tango e letteratura: il ritratto di un pontefice a sorpresa

++ JORGE MARIO BERGOGLIO E' IL NUOVO PAPA ++

Tango e passione. Il Papa che viene dalla fine del mondo ha una vita che non finisce di stupire. Calcio, fede e avventura si mischiano fino a portarlo al soglio pontificio. È il 1936 quando nasce a Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio; il padre ferroviere, la madre casalinga. I bisnonni erano italiani, emigrati in Argentina per trovare fortuna.

Bergoglio si diploma come tecnico chimico, e vive la sua giovinezza nel pieno delle forze: “Ho avuto anche una fidanzata – racconta nel libro intervista del 2010. Faceva parte del gruppo di amici con cui andavamo a ballare; poi ho scoperto la vocazione religiosa”.

Da buon argentino Bergoglio ama il tango e il calcio. Tifa per il San Lorenzo, una delle squadre della capitale nella quale ha militato l’attaccante ex Napoli Lavezzi. Si cucina da sé, odia lo sfarzo e il lusso, vive in una casa modestissima, si sposta con i mezzi pubblici.

Tra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e psicologia. I suoi scrittori preferiti sono Luis Borges e Dostojevski. Ha scritto tre libri e non si escludono altre pubblicazioni.

Quando aveva appena 21 anni, fu colto da una grave crisi respiratoria che lo portò all’asportazione di un polmone.

Fermamente contrario ai matrimoni gay, Bergoglio vanta una grande autorità in Vaticano. Già nell’elezione di Benedetto XVI fu lui a posizionarsi secondo; qualcuno dice che lo stesso cardinale argentino supplicò i suoi colleghi di non votarlo, perché sentiva troppo il peso dell’incarico. Timido e schivo, uomo di poche parole, gesuita fino in fondo. Nel suo continente ha lavato i piedi ai malati di Aids, ha parlato alle persone mischiandosi tra loro.

Quando, in questi giorni, i giornalisti lo chiamavano al telefono per avere un suo commento, Bergoglio cercava di rispondere subito, rimanendo sempre cauto. Quando non riusciva a rispondere in tempo, ti richiamava lui stesso. Da ieri non sarà più così.

Raffaele Nappi

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