Bonino: “Superare la paura dei cervelli in fuga”. Ma all’estero i laureati guadagnano molto di più

cervelli in fuga
Cervelli in fuga – Per un ingegnere informatico, lavorare all’estero consente, a tre anni dalla laurea, di guadagnare quasi il doppio che in Italia. In Italia fra il 2008 e il 2012, ad un anno dalla laurea, le retribuzioni reali per questo gruppo di laureati si sono ridotte del 9% .
Dai dati AlmaLaurea esce ancora una volta la difficoltà di trattenere in Italia i “Cervelli”. O anche di farli tornare, come spera il ministro degli Esteri Emma Bonino. “La mentalità italiana deve uscire dal guscio del provincialismo, – è il parere della responsabile della Farnesina – superare la paura dei cervelli in fuga e aiutare piuttosto i nostri talenti all’estero a fare esperienza e poi tornare in Italia”.
“Per accrescere la nostra competitività – dice la titolare degli Esteri – occorre metterci di piu’ in gioco, attrarre i cervelli in movimento, entrare in rete con loro, avere un approccio aperto al mondo globale“. Gli addetti scientifici, commenta, oltre a potere “contribuire anche a rinnovare la mentalità dell’Italia”, hanno “un ruolo cruciale per mettere la ricerca al centro dell’azione di rilancio dell’economia e della mentalità del Paese”.
Le cifre raccontano però la difficoltà del tema. Gli occupati italiani all’estero a cinque anni dalla laurea, dice AlmaLaurea, dispongono di un guadagno mensile netto notevolmente superiore alla media (2.324 euro contro i 1.378 degli occupati in Italia). A un anno dalla laurea, gli specialistici trasferitisi all’estero guadagnano, 1.586 euro contro 1.024 dei colleghi rimasti in madrepatria Le retribuzioni migliorano con il tempo all’estero più che nel nostro Paese: più 18% a cinque anni dalla laurea, contro il più 8% di chi rimane a lavorare in Italia. Tali divari si riducono rispettivamente al 12 e al 2% se considerano i salari reali.
La laurea risulta più efficace all’estero che in Italia: 60% contro il 54,5%. Il 52% di coloro che lavorano all’estero utilizzano le competenze acquisite durante gli studi in misura elevata, 7 punti percentuali in più rispetto ai colleghi in Italia. Oltre il 70% dei laureati specialistici italiani occupati all’estero è impiegato nel settore dei servizi; in particolare, si concentrano nel ramo del commercio (15%), in quello istruzione e ricerca (14%), nel settore delle consulenze (9%) e nel ramo nformatico (7%).
Il divario aumenta con il crescere della specializzazione. Sempre per gli ingegneri informatici: tra il 2008 e il 2012, ad un anno dalla laurea, In Italia le loro retribuzioni reali si sono ridotte del 9% , così all’estero in tre anni la quota di laureati in questo settore è salita in maniera decisamente più elevata (più 10,8%) rispetto al complesso degli ingegneri (6,6%) e al complesso dei laureati (4,5%). I laureati specialistici italiani che lavorano all’estero provengono per la maggior parte da famiglie economicamente favorite, risiedono e hanno studiato al Nord e già durante l’università hanno avuto esperienze di studio al di fuori del proprio Paese.
Sull’utilità degli stage all’estero durante gli studi, i dati AlmaLaurea dicono che chi li ha compiuti ha il 12% di probabilità in più di lavorare ad un anno dal conseguimento del titolo. Il 57% di chi ha svolto stage ha un punteggio negli esami più elevato.i
Secondo dati Ocse gli italiani che studiavano in atenei esteri erano 59 mila, gli stranieri in università italiane 62. Nell’anno scolastico. 2011/12 i non italiani incidevano per il 6,2% (164,5 mila individui) sul totale degli iscritti al quinto anno dell’istruzione secondaria superiore e quindi fra i potenziali neo-immatricolati.
Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

L'UE assegna 400 milioni a 287 giovani ricercatori

Next Article

Clamoroso: gli alieni sono già sulla terra

Related Posts
Leggi di più

Erasmus+, un partecipante su tre trova lavoro all’estero dopo il tirocinio

I dati di un'indagine svolta dall’Agenzia nazionale Erasmus+ evidenziano come oltre il 30% dei partecipanti ai programmi di formazione fuori dai confini italiani alla fine del percorso siano riusciti ad inserirsi nel mondo del lavoro dei paesi ospitanti. Quest'anno sono già 457 i progetti di mobilità individuale ricevuti.
Leggi di più

Alternanza scuola-lavoro, in Puglia boom di infortuni per gli studenti: 4500 in un anno

Fanno ancora discutere i numeri dei progetti PTCO che dovrebbero garantire percorsi di formazione all'interno delle aziende per i ragazzi che frequentano gli ultimi anni delle scuole superiori. In Puglia le denunce di infortuni che hanno riguardato studenti nel 2019 sono state 4500, il 4,5% del totale nazionale. Intanto domani il presidente Mattarella incontrerà i genitori di Lorenzo Parelli, lo studente morto durante il suo ultimo giorno di stage.
Leggi di più

Smart working, dopo giugno solo il 15% delle imprese permetterà il lavoro a distanza in una città diversa dalla sede aziendale

Secondo un'indagine dell'Associazione italiana per la direzione del personale quasi 9 aziende su 10 sono disponibili ad utilizzare il lavoro da remoto dopo la deadline del 30 giugno. Solo il 15% però è disposto a far lavorare gli smartworker nelle loro città di origine. Una scelta che potrebbe penalizzare soprattutto i laureati del sud.