Berlusconi-show ad Atreju 2009

berlusconimeloni.jpgI giovani del Popolo della libertà si presentano per la prima volta uniti al presidente del Consiglio e al loro leader, Silvio Berlusconi, a Colleoppio: nella casa che era di Azione Giovani e ora è della Giovane Italia. Lui li incorona «missionari» del «verbo della realtà». E loro ricambiano chiudendo l’incontro con una frase che il premier applaude compiaciuto: «La nostra patria è laddove si lotta per la libertà». A fare gli onori di casa e a moderare l’incontro il ministro della Gioventù Giorgia Meloni.
Atreju è stata per anni la festa dei giovani di Alleanza Nazionale. E si vede: la componente aennina è decisamente in maggioranza, a giudicare dal gran numero di magliette con il logo di Azione giovani. C’è ancora lo stand dedicato a Tolkien, ma la casa adesso si chiama «Giovane Italia» e accoglie tanti ex azzurrini, provenienti da tutto il Paese.
Manca ancora il simbolo e il congresso che sancirà la fine della fase transitoria in corso, ci sarà solo l’anno prossimo, probabilmente. Ma lo stare assieme, sia pure con qualche tentennamento, è più che un tentativo.
Il presidente del Consiglio passa tra gli stand, nelle vie dai nomi goliardici (‘Via Castro da Cuba’, ‘Piazza delle maestre di italiano vittime di Di Pietro’, ‘Largo san Walter protettore del Pdl’) e viene salutato con calore.
Appare alla platea e viene accolto da un coro ‘Silvio, Silvio, Silvio’. Canta l’inno di Mameli assieme ai giovani e impartisce loro dal palco una lunga lezione sull’attività di governo, perché possano essere consapevoli «missionari» del «verbo della realtà», «dell’ottimismo», contro i «missionari della crisi e dunque del male». Ascoltino lui, guardino quel che l’esecutivo ha fatto e non leggano i giornali, è l’invito del premier, perché la stampa racconta solo «favole».
Gli applausi più calorosi arrivano sull’immigrazione, sull’annuncio della consegna delle case (con frigorifero pieno e dentro un biglietto firmato dal premier) agli sfollati d’Abruzzo, sulla rivendicazione della passione per le belle donne e sull’annuncio di riforma della Costituzione.
Ride, la platea gremita, quando Berlusconi indica a chi gli fa una domanda la posizione giusta per essere in favore di telecamera. O quando, prima di rispondere a una giovane di Civitavecchia, dice: «I ragazzi li esimiamo, ma le ragazze devono dare il proprio numero di telefono…».

Manuel Massimo

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