Niente Nazirock alla Luiss

copertina_home.jpgNazirock, il documentario sulla destra estrema, fa ancora discutere. Questa volta è il rifiuto del rettore Massimo Egidi di proiettarlo nella sua università, la Luiss a Roma, che fa discutere. Gli studenti allora gli hanno scritto una lettera aperta invitandolo a ripensarci.
I rappresentanti degli studenti parlano al rettore di necessità del dialogo e del film come “punto di partenza per aprire un dibattito permanente sugli estremismi, che non hanno colore politico. Tuttavia il suo rifiuto ci ha imposto il silenzio. Con il suo diniego l’università perde l’occasione di contribuire al dibattito pubblico e conferma la tendenza a chiudersi in se stessa”.
Mi sembra un segnale allarmante. I libri e i film dovrebbero entrare liberamente nelle università, essere letti, visti e criticati” comenta il regista di Nazirock Claudio Lazzaro, notando che “si sta affermando un clima d’intimidazione. Nazirock non può essere proiettato nei cinema perché gli esercenti hanno paura e, in qualche caso, perfino le librerie hanno nascosto il dvd pubblicato da Feltrinelli”. Quindi il regista ricorda le università, dalla Sapienza a Pisa da Napoli a Pavia, dove il film è stato già programmato.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Posti a bordo degli aerei con Air Dolomiti

Next Article

A lezione di Costituzione

Related Posts
Leggi di più

Ricerca, online il bando del Ministero per finanziare i progetti di interesse nazionale. Messa: “Pronti 749 milioni di euro”

E' online il bando, finanziato in parte con le risorse del PNRR, che stanzia quasi 750 milioni di euro per lo sviluppo della ricerca italiana. Dei 749 milioni, circa 223 milioni - il 30% del totale - sono destinati a progetti presentati da professori o ricercatori con meno di 40 anni. Il ministro Messa: "Vogliamo incentivare i giovani a sviluppare ambiziosi progetti di ricerca di base".
Leggi di più

Percorsi di studio “transnazionali” e un’unica carta dei diritti per gli studenti: ecco l’università “europea” immaginata dalla ministra Messa

Dopo 23 anni dalla Dichiarazione di Bologna, i ministri europei dell'Università si sono ritrovati a Parigi per ridisegnare il futuro dell'istruzione accademica. La ministra Maria Cristina Messa: "Obiettivo è creare un'offerta transnazionale, internazionalizzando i percorsi di studio e disponendo una carta europea dello studente".