Amazzonia, 12 ore con il papà sulle spalle per vaccinarlo

Con il 64% di immunizzati e il 76% di inoculati con la prima dose, l’America Latina ha superato gli Stati Uniti (62% e 74%). E anche l’Ue ferma al 62% con doppia dose e il 70% con solo la prima.
Sei ore di cammino nella selva brasiliana con il papà sulle spalle, e altre sei per tornare nel proprio villaggio: è l’impresa attribuita a Tawy Zoé, un giovane indigeno, per permettere al proprio genitore di vaccinarsi con la prima dose contro il Covid, secondo quanto raccontato dal medico Erik Jennings. Il quale sul proprio profilo Instagram ha pubblicato una foto di padre e figlio che sta facendo il giro del mondo. INSTAGRAM +++ATTENZIONE LA FOTO NON PUO’ ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L’AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ +++NO SALES; NO ARCHIVE; EDITORIAL USE ONLY+++

Sei ore di cammino nella selva dell’Amazzonia brasiliana con il papà sulle spalle, e altre sei per tornare nel proprio villaggio: è l’impresa attribuita a Tawy Zoé, un giovane indigeno, per permettere al proprio genitore di vaccinarsi con la prima dose contro il Covid, secondo quanto raccontato dal medico Erik Jennings.

Il quale sul proprio profilo Instagram ha pubblicato una foto di padre e figlio che sta facendo il giro del mondo. “È lo scatto più significativo del 2021”, ha scritto Jennings, che ha diffuso la foto di Tawi Zoé e del padre Wahu lo scorso 2 gennaio.

Secondo Bbc World, la zona dell’Amazzonia in cui vivono i due è lo stato di Pará, nel nord del Brasile, in una zona di foresta considerata altamente protetta per il proprio valore ecologico. Jennings ha spiegato al quotidiano spagnolo El Mundo di essersi occupato della vaccinazione della popolazione dell’area. “È arrivato il 2022 e nessun caso di Covid-19 è stato registrato nella popolazione di Zoé”, ha aggiunto il medico su Instagram. 

Sui vaccini l’America Latina meglio di Stati Uniti ed Europa

Con il 64% di immunizzati e il 76% di inoculati con la prima dose, l’America Latina ha superato gli Stati Uniti (62% e 74%). E anche l’Ue dove – come ha ricordato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen – è ferma al 62% con doppia dose e il 70% con solo la prima. Il primato latinoamericano, certificato dall’Organizzazione panamericana di salute (Paho) e da Our World in Data.

I Paesi dell’aerea dell’Amazzonia hanno molte meno risorse rispetto al resto dell’Occidente per i vaccini. Per questo, in un primo tempo, hanno perso la “corsa internazionale” per procurarsi i farmaci più gettonati e hanno dovuto rivolgersi ai fornitori cinesi e russi. Ormai, però, il gap è stato colmato. Resta il dramma della diseguaglianza economica feroce – la più alta del pianeta –, che si riflette in una tremenda disparità nell’accesso all’assistenza sanitaria.

Non che il movimento no-vax non esista, come hanno dimostrato le proteste in Colombia e gli attacchi ai medici in Guatemala. In Brasile, addirittura, la sfiducia nei confronti dei vaccini è stata alimentata dallo stesso presidente, Jair Bolsonaro. “Se ti fai la dose e diventi un caimano, il problema è tuo”, ha detto e ripetuto. I suoi “dubbi”, però, non sono riusciti ad erodere la fiducia nei confronti di un sistema di salute che, nel passato recente, ha dato buoni risultati nel contenimento di malattie endemiche, quali Aids e Zika. Al contrario, il leader, proprio sul negazionismo di fronte alla pandemia, ha visto crollare i propri consensi.

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