Almalaurea, in tempo di crisi ci si laurea prima

In Italia ci si laurea prima rispetto al passato ed è anche incrementata la quota di giovani che terminano gli studi nei tempi previsti.

In Italia ci si laurea prima rispetto al passato ed è anche incrementata la quota di giovani che terminano gli studi nei tempi previsti. Così ci racconta il XIV rapporto Almalaurea sul profilo dei laureati italiani “Laurearsi in tempi di crisi. Come valorizzare gli studi universitari”, presentato oggi a Roma alla Conferenza dei Rettori italiani. In tempo di crisi, infatti, sembrerebbe che gli studenti abbiano imparato la lezione: meglio uscire presto dalle facoltà, seguire le lezioni, e investire in stage e tirocini già durante gli anni universitari, senza mai trascurare le opportunità di studio all’estero.

Rispetto all’università pre riforma, inoltre, chi arriva alla laurea di primo livello proviene da classi sociali meno favorite, tende a studiare sotto casa, forse anche per effetto della moltiplicazione dei corsi universitari, e raggiunge il “titolo” a 24 anni. E dopo la laurea? La maggior parte dei laureati triennali intende proseguire la formazione, ma chi vuole farlo con la specialistica è il 61%.

«L’età dei laureati sta calando», sottolinea il direttore di Alma Laurea, Andrea Cammelli. «Rispetto all’idea così diffusa che sono molti i giovani italiani che accedono alla pergamena alla soglia dei 30 anni – ha dichiarato al Corriere dell’Università – bisogna considerare che c’è gente che si iscrive alla facoltà prescelta solo dopo un periodo di pausa dagli studi: il 20% vi accede con due anni di ritardo. Un dato che non può non essere messo in evidenza e che porta a rileggere anche la dichiarazione del viceministro Michel Martone».

Età alla laurea: la pergamena arriva prima. I miglioramenti registrati dall’età alla laurea e dalla regolarità negli studi tendono a stabilizzarsi nonostante l’aumento di quanti lavorano stabilmente durante gli studi: considerando solo chi si immatricola nell’età canonica, l’età alla laurea passa da 26,8 dei laureati 2004 a 24,9 anni dei laureati 2011: 24 anni per i laureati di primo livello; 25,2 anni per gli specialistici; 26,1 per gli specialistici a ciclo unico. Fra gli oltre 121mila laureati triennali del 2011 l’età alla laurea è pari a 25,7 anni e si contrae sino a 24 anni al netto dell’immatricolazione ritardata.

Dal 2004 al 2011 aumenta la regolarità degli studi. Per il complesso dei laureati, la regolarità negli studi migliora: i laureati in corso erano poco meno del 10 per cento nel 2001 sono diventati il 39 per cento nel 2011. Tra i laureati di primo livello la regolarità negli studi riguarda una quota elevata di laureati: 38 per cento (complessivamente 63 per cento entro un anno di ritardo). Concludono nei tre anni previsti 65 laureati delle professioni sanitarie su cento. All’estremo opposto, restare in corso riesce possibile soltanto a 15 laureati su cento del gruppo giuridico e a 29 su cento di quello in architettura. Su valori molto confortanti la regolarità dei laureati di secondo livello: hanno concluso nel 47 per cento dei casi i loro studi in corso – ed altri 34 con un anno di ritardo – (dal 78 di quelli delle professioni sanitarie al valore minimo del 27 per cento dei laureati del gruppo giuridico).

I numeri del XIV Profilo. Il XIV Profilo ha coinvolto 215.525 usciti dalle università nel 2011 (121.065 con laurea di primo livello, 62.482 con laurea specialistica/magistrale e 19.367 con laurea a ciclo unico) in uno dei 61 Atenei aderenti da almeno un anno ad AlmaLaurea. Dal 22 maggio tutta la documentazione, ateneo per ateneo e fino all’articolazione per corso di laurea, sarà consultabile sul sito (www.almalaurea.it/universita/profilo/profilo2011/index.shtml).

Lo speciale sul numero di giugno de Il Corriere dell’Università Job in distribuzione in tutta Italia

Anna Di Russo
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