Alluvione in Sardegna, scuole chiuse. Il Cnr: “Disastro annunciato”

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Alluvione in Sardegna 18 morti, centinaia di famiglie evacuate dalle loro abitazioni ed una quantità di pioggia paragonabile a quella caduta negli ultimi sei mesi. Non si arresta il numero dei morti provocato dal violento nubifragio che si è abbattuto sulla Sardegna. E il maltempo non da tregua. A San Giovanni e Pittulongu, la protezione civile è intervenuta in una scuola elementare  per consentire agli alunni di abbandonare i locali attraverso un uscita secondaria. Le scuole di tutto il territorio comunale, domani, resteranno chiuse su disposizione del sindaco di Olbia che sta predisponendo l’ordinanza. Al momento si segnalano interruzioni dell’energia elettrica e nelle linee telefoniche.

Anche a Nuoro domani le scuole saranno chiuse per consentire alla Protezione civile di valutare i danni provocati dal maltempo.

I DATI SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO. Da oltre vent’anni, prima nell’ambito delle attività di ricerca condotte dal Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI), del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), e successivamente nell’ambito di attività di ricerca e sviluppo tecnologico svolta per il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, raccogliamo, organizziamo e analizziamo informazioni sull’impatto che eventi di frana e d’inondazione hanno sulla popolazione. Dall’anno 843 al 2012, abbiamo catalogate informazioni di 1676 eventi di frana che hanno causato almeno 17.500 vittime, numero che comprende i morti, dispersi e feriti, avvenute in 1450 diverse località. Per quanto riguarda gli eventi di inondazione dall’anno 589 al 2012, abbiamo notizie di 1346 eventi che hanno causato almeno 42.000 vittime in 1040 diverse località.

Negli ultimi 50 anni trascorsi dal 1963 al 2012 tutte le regioni italiane hanno subito eventi per i quali si sono registrate vittime. Più in particolare le frane avvenute hanno prodotto 5.192 vittime (3.302 morti, 17 dispersi, 1.873 feriti), e nello stesso periodo ci sono le inondazioni hanno prodotto 1.563 vittime (692 morti, 66 dispersi, 805 feriti). Nello stesso periodo la regione Sardegna ha registrato 42 vittime (somma dei morti, dispersi feriti) per frana e 50 per inondazione.

Le informazioni contenute nel catalogo storico degli eventi di frana e di inondazione con danni alla popolazione sono state utilizzate per definire i livelli di rischio individuale, da frana e da inondazione, cui è soggetta la popolazione italiana, e a studiare come il rischio geo-idrologico sia cambiato geograficamente e temporalmente.

 

Il rischio individuale è il rischio cui è soggetto un singolo individuo in una popolazione ed è misurato dal tasso di mortalità, il numero di morti ogni 100.000 persone, calcolato in base annua. Fra il 1963 e il 2012 il tasso di mortalità medio per frana in Italia è stato di 0,12 ovvero ogni anno 12 persone ogni 10 milioni di abitanti sono morte a causa delle frane, mentre il tasso di mortalità medio per inondazione è stato di 0,03, ovvero ogni anno 3 persone ogni 10 milioni di italiani sono morti a causa di eventi di inondazione.

Il valore della mortalità per frana è stato condizionato, in questo periodo, dall’occorrenza di due eventi particolarmente catastrofici ed entrambi collegati alla presenza di strutture antropiche. Il primo è l’evento del Vajont del 9 ottobre 1963, che provocò almeno 1.917 fra morti e dispersi. Il secondo è l’evento di Stava del 19 luglio 1985, che causò 268 vittime.

 

Tra il 1963 ed il 2012 i tassi medi di mortalità (ovvero i morti ogni 100.000 persone) sono di seguito riportati:

mortalità media nazionale per frana                                        0,125

mortalità media per frana per la regione Sardegna                   0,0227

mortalità media nazionale per inondazione                             0,03

mortalità media per inondazione per la Sardegna                    0,045

 

Si nota che il valore della mortalità media per inondazione calcolato per la regione Sardegna, nel periodo 1963 – 2012, risulta essere più alto della media nazionale calcolata per lo stesso periodo.

(L’alto valore della mortalità per frana si a livello regionale, sia a scala nazionale è in gran parte dovuta alla frana del Vajont (9/10/1963) che da sola ha causato più di 1900 morti).

 

 

 

 

I DATI:

 

I dati della tabella sono riferiti agli ultimi 50 anni (01/01/1963-31/12/2012) e sono divisi in morti, feriti e dispersi. Nelle due pagine seguenti si elencano i dati per regione, divisi per frana e per inondazione.

 

1963-2012 Per Frana Per Inondazione Per frana e/o inondazione
Morti  3302 692  3994
Dispersi  17  66  83
Feriti  1873 805  2648
Sfollati e senzatetto 154.205 267.022 421.227

 

 

ANNO 2013

DATI ANNO IN CORSO ESCLUSO L’EVENTO ATTUALE:

Morti per frana: 1

Feriti per frana: 42 (di cui 23 causa deragliamento treno in Umbria)

Morti per inondazione: 9

Feriti per inondazione: 0

 

Le regioni interessate sono state 12, in particolare:

1) Basilicata (1 morto in un evento di inondazione)

2) Calabria (2 feriti in due eventi di frana)

3) Campania (5 feriti in tre eventi di frana)

4) Lazio (2 feriti in un evento di frana)

5) Liguria (1 ferito in un evento di frana)

6) Lombardia (1 morto in un evento di frana)

7) Puglia (4 morti in due eventi di inondazione)

8) Sardegna (1 ferito in un evento di frana)

9) Sicilia (1 morto in un evento di inondazione, 1 ferito in un evento di frana)

10) Toscana (2 morti in un evento di inondazione, 2 feriti in due eventi di frana)

11) Umbria (23 feriti in un evento di frana)

12) Veneto (1 morto in un evento di inondazione, 2 feriti in due eventi di frana)

 

 

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