Alla maturità i voti cambiano tra nord e sud

Schermata 2013-01-29 a 11.24.07

Secondo un’indagine realizzata dal sito “Tuttoscuola” pare proprio di sì: il trucco starebbe nei diversi metodi di valutazione tra Nord e Sud. Su 12.621 diplomati a Torino e provincia nel 2011, i ragazzi usciti dal liceo con 100 e lode sono stati 64, mentre a Crotone, dove i diplomati sono stati 1525, hanno avuto il massimo dei voti in 43: uno studente su 35 a Crotone si è diplomato con la lode, mentre a Torino il rapporto è di 197 a 1.

Questi dati non concordano con il quadro che emerge dai risultati delle prove Invalsi. Crotone, prima per numero di diplomati con lode, scivola in fondo alla classica Invalsi sulle 101 province testate. Lo stesso accade per altre province del Sud, da Agrigento a Vibo Valentina, fino a Enna, Cosenza e Foggia, Reggio Calabria, Messina, Trapani. Tranne il Molise, la maggior parte delle regioni del Sud risultano decisamente avvantaggiate.

Discorso inverso per il Nord. Il Friuli è primo nei test Invalsi ma penultimo nelle votazioni con lode alla maturità, mentre il Piemonte è sesto agli Ivalsi e sedicesimo nelle votazioni d’esame.

«I dati presentati non comportano valutazioni specifiche sulla preparazione né degli studenti né dei professori (che non competono a noi), e non si tratta di mettere sotto accusa i docenti di alcune aree, – precisa Giovanni Vinciguerra, direttore di Tuttoscuola – al Sud esistono molti istituti di eccellenza e non è un caso che tantissimi meridionali diventino classe dirigente in Italia e anche all’estero. Ciò che va affrontato è la generale disparità di valutazione nelle scuole, che può esserci anche nella stessa città o addirittura nello stesso istituto scolastico».

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Profumo: "Ricerca? In Italia c'è troppa frammentazione"

Next Article

La riforma Fornero affonda i giovani e ingrassa i politici

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident