Accordo per il capitale umano

accordo11.jpgSessantuno milioni di euro per sostenere l’attività dei giovani ricercatori, sponsorizzare la loro permanenza all’estero per periodi di studio e formazione e promuovere progetti con le imprese per tradurre le idee innovative sviluppate negli atenei in realizzazioni concrete.
E’ questa la cifra che la Regione Lombardia e le 12 Università lombarde (più lo IUSS di Pavia) hanno deciso di investire insieme attraverso un “Accordo per lo sviluppo del capitale umano“, firmato dal presidente Roberto Formigoni e dal vicepresidente e assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Gianni Rossoni, con i rettori degli atenei.
Alla base dell’intesa c’è la convinzione che sviluppare il sapere scientifico e tecnologico sia lo strumento migliore per sostenere l’innovazione e la competitività del nostro sistema economico.
Si tratta – ha spiegato Formigoni – di un’alleanza di sistema che mostra la volontà comune di Regione Lombardia e del mondo della ricerca di affrontare e vincere insieme nuove sfide decisive per il nostro futuro. Abbiamo voluto assumerci questa responsabilità comune per migliorare la competitività del sistema economico e produttivo lombardo, proprio in un momento di difficoltà a livello internazionale come quello che stiamo attraversando. Il segnale da dare è proprio quello di un innalzamento della qualità e quantità del capitale umano“. Formigoni mira a “valorizzare le specificità dei diversi sistemi territoriali”.
Altro esempio è la gestione dei fondi che lo Stato riserva alle università: “Chiediamo – ha detto Formigoni – che i fondi siano attribuiti alle Regioni e gestiti da queste in autonomia.
Il rettore dell’Università degli Studi di Milano, Enrico Decleva, ha dichiarato: “Per la prima volta l’accordo opera sul terreno istituzionale e non su progetti specifici. Le risorse vengono usate per intervenire su aspetti centrali e strategici come la formazione del capitale umano, l’internazionalizzazione e il collegamento con le imprese“.
Via dunque sempre più marcata verso l’autonomia regionale in ambito universitario?

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