A Pisa l’ateneo inaugura 86 bagni gender free ma scoppia la polemica: “Utilizzato il simbolo sbagliato”

L’Università di Pisa ha inaugurato i bagni senza distinzione di sesso all’interno dell’ateneo. Per il rettore Mancarella “è un atto di civiltà per dichiarare in modo fermo il nostro essere un’università aperta” ma Sinistra Per critica la scelta: “Il disegno scelto discrimina le persone trans e non binarie”.

Bagni gender free ma con polemiche: sono quelli inaugurati all’Università di Pisa nei giorni scorsi ma che sono subito finito nell’occhio del ciclone perché “ignorerebbero” le persone non binarie e trans. In tutto si tratta di 86 toilette dove non c’è distinzione di sesso ma per qualcuno non si è fatto abbastanza. A sollevare la questione è Sinistra Per, che aveva partecipato alla campagna per i bagni neutri a che bocciano quelli aperti dall’ateneo pisano. Il simbolo scelto per indicare il bagno genderless è uno tra quelli che viene riconosciuto a livello internazionale per indicare il genere neutro e che graficamente vuole dare l’idea di fluidità e superamento del binarismo.

“Le rivoluzioni culturali iniziano, molto spesso, con un piccolo gesto. Un segno che cambia il corso degli eventi. La targhetta che da oggi compare su circa un centinaio dei bagni del nostro Ateneo rientra in questa categoria – aveva dichiarato il rettore Paolo Mancarella – È un atto di civiltà per dichiarare in modo fermo il nostro essere un’università aperta, in cui la differenza è una ricchezza e le discriminazioni non hanno diritto di cittadinanza”.

“Riteniamo sia necessario far notare che, all’interno di questo percorso, le persone non binarie e trans siano state completamente ignorate – sottolineano dal gruppo – a solo titolo esemplificativo, infatti, nonostante abbiano espresso dissenso verso il simbolo proposto, si è comunque scelto di adottarlo. Simbolo, questo, usato in Svezia per indicare i bagni neutri, ma che comunemente è uno dei simboli dell’orientamento bisessuale; nulla a che vedere, quindi, con l’identità di genere. Abbiamo proposto più volte un’opzione alternativa, ovvero di utilizzare una generica scritta ‘bagno’, perché di questo si tratta, di un bagno. Invece, è stato scelto di usare un simbolo per evidenziarlo come atto politico, senza considerare l’effetto discriminatorio che questo può avere e ignorando che la scelta di non utilizzare simboli è altrettanto politica e rivendicativa”.

L’insegna contestata

Per Sinistra Per “l’Ateneo si mostra pubblicamente come inclusivo scegliendo e ponendo come emblema della sua lotta politica un simbolo che è identificato dalla comunità che crede di tutelare come qualcosa di completamente diverso. Orientamento sessuale e identità di genere sono elementi distinti, e questo dovrebbe essere ben chiaro a chi si innalza a difensore della comunità’”.  

“A questa scelta, a nostro modo di vedere miope, si abbina anche lo scarso interesse dell’Ateneo a prendere posizioni nette verso l’esterno – aggiungono – È di poche settimane fa la decisione del Senato Accademico di non patrocinare per l’ennesima volta il Toscana Pride, probabilmente la più importante manifestazione a supporto della comunità LGBT+. Troviamo irricevibile che l’Ateneo si decori di bagni neutri (in realtà, ad essere più oggettivi, misti), carriera alias, apertura di uno sportello contro la violenza di genere e che nel momento in cui questo suo posizionamento esce dalla comunità studentesca e si rivolge alla cittadinanza nel suo complesso, la sua reazione sia essenzialmente silente e retorica. Riteniamo quindi la scelta di appiccicare adesivi sulle porte di un bagno incompleta e monca, in quanto l’Ateneo pubblicamente non mostra alcun appoggio politico a questa comunità, ma continua internamente a decidere nelle sue stanze cosa, quando e in che modo tutelarla. Il giorno in cui UniPi sarà libera da questa incoerenza saremo completamente con lei nella lotta, ma oggi, ci dispiace dirlo, quel simbolo sui bagni, che poi è un semplice adesivo, mostra solamente l’incoerenza e la scarsa attenzione al tema oltre alla ricerca del semplice titolo di giornale”.  

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