Vento riformatore per i giovani del Kuwait

Le proteste dei giovani nel Medio Oriente dilagano senza soluzione di continuità. Migliaia di giovani attivisti hanno manifestato  davanti al parlamento del Kuwait per chiedere le dimissioni del primo ministro, sceicco Nasser Mohammad Al-Ahmad Al-Sabah. Il ricco stato petrolifero del Golfo Persico (undicesimo paese più ricco al mondo pro capite) sembra avvicinarsi a un punto di svolta della sua vita politico-sociale.

“La gente vuole rovesciare il governo del primo ministro” gridano più di 3000 manifestanti, venerdì notte, durante il terzo sciopero della settimana, affrontando un caldo desertico che supera i 40 gradi. I dimostranti affermano che una pericolosa lotta si sta scatenando tra i membri della famiglia reale. Le loro dispute avranno un impatto negativo su tutta la nazione.

Il responsabile del partito liberale MP Abdulrahman al-Anjari dichiara “Temo che se non avranno luogo riforme costituzionali, questi litigi intestini si diffonderanno come un cancro per il paese”. E’ nostro dovere riflettere sulla realizzazione di una monarchia costituzionale”.

Da quando lo sceicco Nasser è diventano primo ministro (febbraio 2006), si sono susseguiti , sei gabinetti e il parlamento è stato sciolto tre volte.

L’alta tensione politica ha provocato uno stallo nello sviluppo del paese. La famiglia regnante Al  Sabah è a capo dello stato, dalla sua stessa nascita, più di 250 anni fa. L’emiro, il principe regnante e il primo ministro provengono dalla medesima famiglia che controlla inoltre i ministeri chiave: difesa, affari interni e affari esteri. Il vento riformatore è arrivato anche nello stato del petrolio per antonomasia.

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