"Venduti i test di Medicina", indagati una coppia di coniugi. Beneficiari ipotizzati figli di due agenti

I soldi comprano tutto? Sicuramente un test di Medicina. Questo è quello su cui sta indagando la Procura napoletana dopo che uno degli aspiranti medici era stato sopreso con tutte le risposte del test. In Campania sono stati oltre 6.400 aspiranti medici, la pista ipotizzata dagli inquirenti è quella delle mazzette. Corruzione è, appunto, quanto scritto sul fascicolo culminato in una serie di perquisizioni e sequestri messi a segno dalla polizia giudiziaria. Al momento risultano indagati un’impiegata della Federico II e il marito: la donna si chiama Tiziana Bellardino, lavora come assistente ad una delle biblioteche cittadine e vanta riconoscimenti umani e professionali da parte di colleghi e superiori. Nel giorno del test, Tiziana Bellardino svolgeva il ruolo di sorvegliante alle prove, una sorta di vigilanza interna, assieme ad altri colleghi. Ad essere coinvolto anche il marito Ciro Palumbo, ex impiegato della Federico II. Entrambi sono stati perquisiti nel giorno della prova, a caccia di conferme decisive a far decollare l’inchiesta. Ma a beneficiare delle soluzioni, secondo le ipotesi, sarebbero stati i figli di due esponenti delle forze dell’ordine. Così, su disposizione del pm Ida Frongillo, la mattina del 5 settembre, giorno della prova sostenuta a Monte Sant’Angelo da oltre 4 mila studenti, sono scattate le perquisizioni che però hanno dato esito negativo. 
Per ora soltanto un’ipotesi iniziale quella della pm Frongillo, e del pool coordinato dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avinìo. Soltanto all’esito di tutte le verifiche la Procura potrà ipotizzare eventuali illeciti e delineare le presunte responsabilità dei singoli. Su richiesta del pm, saranno esaminate le memorie di computer e cellulari degli indagati. Ed è stata anche disposta una consulenza sulle intercettazioni. La difesa di Palumbo confida di riuscire a dimostrare, proprio dall’analisi della telefonata, l’infondatezza della ipotesi di corruzione. I candidati avevano a disposizione 100 minuti per rispondere alle domande individuando, fra le risposte suggerite, quella esatta. I quiz sono stati comunicati alle singole università dove si svolgevano le prove solo poche ore prima dell’inizio del test. La graduatoria nazionale sarà pubblicata agli inizi di ottobre anche se ogni candidato è già a conoscenza del punteggio conseguito, tramite il codice di riconoscimento datogli in sede di test. Molte, infine, le segnalazioni degli studenti e delle associazione che vigilano sul test più chiacchierato d’Italia. Gli atenei messi sotto accusa dagli studenti che si sono rivolti al portale sono La Sapienza di Roma (21 per cento dei casi), la Federico II (13 per cento), poi Catania, Palermo e la Statale di Milano.

 

 

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