Usa, Alabama: firmata legge sulla castrazione chimica di chi violenta minori di 13 anni

La governatrice Kay Ivey: “La legge è un passo verso la protezione dei bambini nel nostro Stato”
La governatrice dell’Alabama Kay Ivey ha firmato la legge che obbliga i condannati per reati sessuali contro i minori di 13 anni a cominciare la castrazione chimica un mese prima della loro scarcerazione, a proprie spese.
Il provvedimento prevede che gli interessati continuino il trattamento finché una corte non valuti che non sia più necessario. “La legge è un passo verso la protezione dei bambini in Alabama”, ha commentato Ivey.
La castrazione chimica comporta la somministrazione di farmaci – tramite compresse o iniezione – per rimuovere l’interesse sessuale e rendere impossibile ad una persona compiere atti sessuali. Se la persona interrompe il trattamento, gli effetti possono essere reversibili.
In Europa sono 13 i Paesi, per la maggioranza Paesi del Nord Europa, che fanno ricorso alla castrazione chimica per controllare la devianza sessuale, pur con significative limitazioni nella pratica. Sono: Germania, Francia, Regno Unito, Belgio, Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Estonia, Lituania, Polonia, Ungheria e Islanda.  Fuori dall’Europa, la castrazione è prevista in otto Stati Usa: California, Florida, Georgia, Louisiana, Montana, Oregon, Wisconsin e Texas, paese in cui la castrazione è fisica, non chimica. La castrazione è prevista anche in Argentina, Australia, Nuova Zelanda e Israele.
In Italia è stata invocata come pena di reati a sfondo sessuale da diversi esponenti della Lega Nord. E’ infatti l’attuale ministro dell’interno Salvini a cavalcare la castrazione chimica forte di un recente sondaggio Swg secondo cui l’elettorato leghista risulta essere il più favorevole alla proposta. Ma anche la maggioranza dei grillini vuole la misura e il ministro dell’Interno ha tentato di attirarli in campagna elettorale nella sua orbita, scontrandosi con il leader 5S che aveva definito la proposta “arma di distrazione di massa”.
Al di fuori dell’ambito della prevenzione o repressione del crimine, la castrazione chimica viene eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per il cambiamento di sesso, da uomo a donna, nei soggetti transessuali. In questo caso, la trasformazione è irreversibile dopo circa sei mesi dall’inizio del trattamento farmacologico. Nel corso della storia è anche stata utilizzata per correggere quelle che un tempo erano considerate parafilie patologiche e immorali (come l’omosessualità) e come forma punitiva.
Il famoso matematico e informatico Alan Turing, padre dell’informatica teorica, fu sottoposto a castrazione chimica dopo la condanna per omosessualità. Per non finire in prigione, lo scienziato si sottopose a trattamenti che provocarono in lui un calo della libido e lo sviluppo del seno (ginecomastia). La depressione legata al trattamento e all’umiliazione subita fu, a parere di molti storici, il motivo che lo condusse al suicidio.

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