Università, si accorciano i tempi per ottenere il titolo: la laurea arriva 7 mesi prima

I tempi per ottenere il titolo si accorciano; crescono i laureati stranieri in Italia; il tirocinio, l’esperienza all’estero e il lavoro durante il percorso di studio si confermano carte vincenti al termine degli studi: sono i risultati principali che emergono dal Rapporto 2016 AlmaLaurea sul Profilo dei laureati.
Un’indagine che ha preso in esame oltre 270 mila laureati provenienti da 71 delle 73 Università aderenti al consorzio Almalaurea, di cui  154 mila di primo livello, 77 mila nei percorsi magistrali biennali e 32 mila a ciclo unico.
Scende notevolmente l’età media alla laurea, pari nel 2015 a 26,2 anni mentre nel 2010 arrivava a 26,9 anni. In particolare, risulta di 25,1 anni per i laureati di primo livello, 26,9 anni per i magistrali a ciclo unico e 27,6 per i magistrali biennali. Un miglioramento dovuto soprattutto alla regolarità negli studi: se nel 2010 solo il 39% degli iscritti terminava gli studi nei tempi previsti, la quota sale al 47% nel 2015. Su cento laureati, terminano l’università in corso 46 laureati triennali, 35 laureati a ciclo unico e 56 magistrali biennali. Solo 12 laureati su cento terminano gli studi 4 anni o più fuori corso.
media laureati in tempo
Il dato, tuttavia mostra notevoli disomogeneità:  se è vero che i laureati in professioni sanitarie ottengono il tasso maggiore di completamento degli studi nei tempi previsti (69%), all’opposto i laureati in scienze giuridiche e quelli del gruppo ingegneria sono di molto al di sotto della media (rispettivamente al 25% e 35%).
medie scorporate
In crescita negli ultimi 5 anni la presenza nelle aule universitarie di giovani laureati provenienti da altri paesi: la quota di laureati di cittadinanza estera è il 3,4% nel 2015 contro il 2,9% nel 2010. In particolare, sono il 3,1% tra i triennali, il 3% tra i magistrali a ciclo unico e il 4,3% tra i magistrali biennali. Rispetto ad altri paesi, tuttavia, l’Italia costituisce un centro di attrazione relativamente debole e presenta un’incidenza di studenti stranieri nettamente inferiore a quella rilevata per il complesso dei Paesi OCSE (il 4% contro il 9%).
Tirocini, esperienze all’estero e lavoro durante il percorso di laurea restano carte vincenti
Rimangono stabili tra il 2010 e il 2015 le quote di studenti universitari che hanno svolto attività di tirocinio durante il percorso di laurea (56%) e quella dei ragazzi e ragazze che hanno potuto svolgere un periodo all’estero durante gli studi (10% nel 2015 contro il 9% nel 2010), mentre cala significativamente la quota di chi studia e lavora mentre si trova all’università (il 74% nel 2010, solo il 65% nel 2015).
Questi tre percorsi restano carte vincenti per l’inserimento nel mondo del lavoro: ad un anno dalla conclusione degli studi e a parità di ogni altra condizione, infatti, i laureati (di primo livello e magistrali) che hanno svolto un’attività lavorativa durante gli studi hanno il 57% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi non vanta tale esperienza.
Allo stesso modo, chi ha effettuato uno stage curriculare ha il 14% di probabilità in più di lavorare rispetto a chi non l’ha svolto; mentre chi ha svolto un periodo di studi all’estero ottiene il 10% di possibilità in più di trovare un impiego ad un anno dal conseguimento del titolo rispetto a chi ha scelto di rimanere entro i confini nazionali.
stage tirocinio lavoro
I laureati italiani, infine, risultano generalmente abbastanza soddisfatti dell’ateneo in cui hanno svolto il proprio percorso e del corso di studi prescelto. Confermerebbe la scelta del corso e dell’Ateneo il 67% dei laureati, mentre il 9% si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso.
I magistrali biennali sono i più soddisfatti: così, se tra i laureati di primo livello e magistrali a ciclo unico la percentuale di chi conferma corso e Ateneo è pari al 65% (rispettivamente si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso, l’11% e l’8%), tra i magistrali biennali il valore raggiunge il 73% (un ulteriore 7% cambierebbe solo il corso).
La documentazione per gruppo disciplinare mostra che tra i laureati di primo livello confermerebbe la scelta del corso e dell’Ateneo il 75% dei laureati del gruppo scientifico. All’estremo opposto i meno convinti sono i laureati del gruppo linguistico: solo il 52% confermerebbe la scelta del corso e dell’Ateneo. Tra i magistrali biennali invece ripeterebbero l’esperienza universitaria di secondo livello appena compiuta oltre 80 laureati su cento dei gruppi chimico-farmaceutico e scientifico. I meno soddisfatti sono i laureati in educazione fisica (63%) ed architettura (64%).
soddisfazione corso ateneo
A questo link potete scaricare il Rapporto 2016 AlmaLaurea sul Profilo dei laureati.

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