Unimib, Fontanesi ripensa la ricerca

provasoli.jpgIncatenate e strette in una morsa di regole che sembrano lasciare poco spazio all’inventiva giovanile e soffocare le menti più aperti. L’università soffre da un lato della “carenza di risorse che pesa sempre più sul futuro delle università italiane”. Dall’altro delle troppe “regole e regolette, leggi e leggine”, che rischiano di soffocare proprio gli atenei più all’avanguardia sul fronte dell’innovazione.

A lanciare un nuovo allarme sul destino della ricerca accademica nel nostro Paese è Marcello Fontanesi, rettore dell’università degli Studi di Milano-Bicocca. E lo fa alla presenza del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio, e del presidente lombardo Roberto Formigoni, durante l’inaugurazione del Centro ciclotrone Pet, ieri a Monza, che vede operare fianco a fianco Bicocca e ospedale San Gerardo.

“Viviamo un momento di grande difficoltà” ha spiegato Fontanesi. “Non solo per la cronica carenza di risorse – sottolinea – ma anche per un eccesso di regolamentazione, di centralismo, che è l’esatto contrario di ciò che serve per sostenere le università”. Con l’applicazione indiscriminata di tutte queste regole sui nostri tavoli, unita alla scarsità di fondi, il rischio è che ci troveremo in una condizione non più sopportabile”.

Una deriva che potrebbe “impedirci di svolgere i nostri compiti istituzionali”, incalza, e che si annuncia particolarmente penalizzante proprio per gli atenei più attivi in ricerca. Tra le preoccupazioni di Fontanesi ci sono poi “le difficoltà nel gestire il turnover del personale attivo nell’assistenza sanitaria”, nonché la situazione delle scuole di specializzazione: “rischiano di non poter più sopravvivere”, è il monito del rettore che chiede “sostegno da parte della Regione e una revisione normativa da parte del ministero”.

Fontanesi ringrazia inoltre il viceministro Fazio che, da medico prima di assumere il suo incarico governativo, fu “l’ideatore del nuovo modello di gestione pubblico-privato che inauguriamo oggi”. Il rettore è grato anche alla Regione Lombardia, con cui “abbiamo stretto numerose collaborazioni” per favorire la ricerca e la capacità di attirare in università cervelli stranieri. “Uno degli elementi che più penalizzano i nostri atenei – evidenzia infatti Fontanesi – è proprio il basso numero di studenti e docenti dall’estero”.

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