Università, Italia terza per tassazione in Europa e finalino di coda per borse di studio

Studenti nell’aula dove si terrà il test di ammissione per Medicina all’università di Roma La Sapienza il 4 settembre 2012 a Roma ANSA/MASSIMO PERCOSSI

Un triste primato quello italiano sul costo dell’Università. Nel nostro paese infatti si pagano le terze rette più alte d’Europa mentre poco più del 9% degli studenti riceve una borsa di studio. Sono i dati presentati dal rapporto Eurydice 2017, il rapporto della Commissione UE sui sistemi nazionali di tassazione e diritto allo studio. Sono il 90% gli universitari che pagheranno per accedere agli studi universitari,  circa 1400€ in media per studente, e nel caso si formalizzasse la Brexit diventeremo il secondo paese in Europa. Soltanto nelle lauree triennali la tassa media passa da 1262 euro a 1316 in un solo anno: un aumento del 4,3%.
In Germania le tasse universitarie sono state abolite e un quarto degli studenti riceve una borsa, soltanto gli extraeruoepi pagano le tasse solo in uno dei 16 Länder, cioè nel Baden-Württemberg. Nella vicina Francia la tassa media è di circa 200€ e i borsisti sono il 40%. Anche la Spagna, un paese dell’Europa Meridionale fa meglio di noi: il 30% degli studenti riceve un sostegno economico. E nella Repubblica Ceca tutti possono studiare gratuitamente, purché seguano corsi tenuti nella lingua nazionale.
Una problematica quella della forbice tasse-borse che si ripercuote inesorabilemente sugli studenti e sulle famiglie. “Basta sostenere i bilanci degli atenei sulle spalle degli studenti – scrive in una nota l’Unione degli universitari (Udu) – Chiediamo che si trovino almeno 150 milioni di euro da investire nel Fondo Integrativo Statale per le borse di studio e che il Fondo di Finanziamento Ordinario destinato alle Università sia incrementato con la finalità prioritaria di abbattere in modo sostanziale la contribuzione studentesca”. 

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