Un fumetto per città della scienza

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Un fumetto per Citta’ della scienza, per raccontare cio’ che era e che vuole tornare a essere e per chiedere sostegno a tutta la cittadinanza per poter avviare la ricostruzione. Il fumetto, intitolato ‘Il ritmo di Citta’ della scienza’, e’ stato presentato oggi proprio nei locali del polo scientifico che non sono stati interessati dal rogo del 4 marzo, in occasione del seminario ‘[email protected] insieme per Citta’ della scienza”.

Il fumetto e’ stato realizzato grazie alla collaborazione tra la Delivey Unit per la Campania, coordinata da Angela Orabona dell’Ufficio scolastico regionale, e alcune aziende che, come riferito, ”gia’ collaborano all’interno dei comitati tecnici della Delivery”. Poche pagine in bianco e nero in cui, con il linguaggio piu’ amato dai ragazzi, si racconta cos’era Citta’ della scienza, le attivita’ che si svolgevano al suo interno, le numerose mostre allestite. ”Per tutti noi – ha detto Orabona – Citta’ della scienza era ed e’ forza delle idee, professionalita’, cultura, comunione d’intenti, di persone che ragionano e lavorano insieme per raggiungere l’obiettivo di creare qui in Campania un punto di riferimento forte per la scuola e il mondo del lavoro”.

Un racconto che si conclude con vignette che raccontano il rogo, la tristezza dei bambini, ma anche la forza e l’impegno della comunita’ per ricostruirla. E proprio con un appello a sostenere con un aiuto la ricostruzione, si chiude il fumetto che, come spiegato, sara’ diffuso in tutte le scuole campane. ”Le scuole campane e non solo – ha detto Luigi Amodio, direttore di Citta’ della scienza – ci sono molto vicine e a loro rivolgo l’invito a non dimenticare il nostro messaggio sull’importanza della scienza, della cultura e dell’innovazione. Oggi purtroppo – ha aggiunto – viviamo in un Paese che produce poco, non ci sono piu’ industrie e, in questo momento difficile, i giovani rappresentano una delle fasce piu’ colpite dalla disoccupazione”. Il seminario e’ nato proprio dalla volonta’ di ”far incontrare scuole e imprese sperando – ha concluso Amodio – che cio’ possa aiutare a creare nuove occasioni di lavoro per i giovani”.

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