Tra lo stupore e la musica: la mia prima settimana a Praga

E così è giunta al termine la mia prima settimana universitaria. E’ successo tutto così di fretta, che non ho avuto il tempo nemmeno di dormire più di 6 ore a notte.

 
Eccomi, ritratto nel mio primo giorno. Ho dovuto conoscere un sacco di gente, studenti di medicina come me provenienti da tutto il mondo, catapultati in un ospedale mai visto prima, parlando una lingua che non ci accompagna dalla nascita, con professori nuovi e anche piuttosto pretenziosi, aggiungerei.
La struttura funziona a dovere, ogni docente sa il fatto suo, ciascun paziente viene trattato con estremo rispetto. In questi giorni ho avuto modo già di visitare il mio primo paziente ceco, redigere la sua cartella clinica, refertare un ECG e seguire svariate lezioni. Le lezioni non durano più di un’ora e si ha sempre almeno una mezz’ora di pausa, cosa che personalmente apprezzo dal momento che prolungare i corsi per più tempo porterebbe ad un inevitabile stato di obnubilazione mattutina (abbiocco, in poche parole).
La prossima settimana mi concentrerò solo sul tirocinio (probabilmente in chirurgia), cosa che renderà il tutto più interessante, non ho alcun dubbio.
 

 
 
 
Passiamo alla splendida Praga.
Praga è bellissima.
Praga è affascinante, sorprendente, a tratti magica.
 
 
 
Non ho avuto ancora modo di girarla a dovere per via dei troppi impegni, ma posso dire di essermi già integrato. So muovermi abilmente sui vari mezzi pubblici, tra l’altro puntualissimi e molto frequenti (ulteriore punto a favore di questa capitale), e dall’appartamento che ho preso in affitto arrivo in centro con appena mezz’ora.
Proprio nella città vecchia, c’è un concentrato di arte ed emozioni.

 
In foto (a destra) potete osservare l’orologio astronomico di Praga, tutt’oggi di grande valore scientifico, oltre che artistico.
La piazza in cui si trova è molto grande, e ospita numerosi artisti di strada; c’è anche un imponente monumento dedicato a Jan Hus, fondatore degli Hussiti, il tutto dominato dalla gotica chiesa di Santa Maria di tyn (in basso).
 

Spostandosi verso il fiume Moldava, inaspettatamente ci si trova davanti Ponte Carlo. Anche qui non mancano artisti di strada, ma la vera caratteristica sono le statue che accompagnano il cammino di chiunque voglia attraversarlo.

   
C’è tanto altro da vedere e scoprire, e non vedo l’ora di farlo nei mesi che verranno.
 
Cosa è capitato a me in quest’ultima settimana?
Di tutto. Ma in particolare voglio raccontare una delle opportunità che mi sta offrendo questa città, oltre a quella dello studio.
Sono andato alle audizioni del coro nazionale dell’università di Praga, invito ricevuto nei giorni precedenti via mail; il maestro è simpatico e molto preparato, e dopo essermi “esibito”, ha deciso di attribuirmi il ruolo di tenore, baritono oppure basso, in base alle necessità.
Canterò nel coro nazionale della Charles university, accidenti!
Come se non bastasse, il caso ha voluto che conoscessi un ragazzo della mia età di origini bulgare, ma che lavora qui da oltre un anno ed è con la sua famiglia. Anche lui suona, e vista la mia passione sfrenata per la musica, gli ho proposto di esibirci da qualche parte.
Apro una piccola parentesi: Praga è piena di posti dove si possono trovare strumenti musicali suonabili dal pubblico, dalla chitarra alla batteria, spesso anche più di uno; persino nella mia università c’è un pianoforte dove mi trattengo almeno una mezz’oretta ogni giorno.
Sta di fatto che proprio ieri sera mi porta in un locale tipico, birra molto buona e ragazzi di tutte le età. Proprio lì c’era una chitarra ed un pianoforte. Ci siamo accomodati e abbiamo iniziato a suonare e cantare qualsiasi brano ci venisse in mente, improvvisando, senza molte regole ma soltanto utilizzando la creatività.
E’ stato un attimo: intorno a noi decine di persone, chi ascoltava e chi partecipava attivamente, tutti a fare musica. Tre signori originari di Birmingham hanno avanzato delle richieste, noi li abbiamo subito accontentati.
E’ stato un momento molto bello ed intenso; un pianoforte, una chitarra, 5 voci.
Al termine dell’esibizione ci hanno lasciato 100 corone dicendo: “grazie ragazzi, con queste vi ci fate la prossima birra”.
Il primo cappello della mia vita.
La musica è fondalmentale all’interno di ogni mio giorno, e con quel gesto mi sono accorto che mai prima di adesso ho avuto la possibilità di farla apprezzare ad altri così facilmente e mai mi sarei aspettato di ricevere un compenso; no, non parlo delle 100 corone, ma di tutti i volti delle persone che ieri sera hanno creato arte insieme a me. Parlo delle emozioni che sono uscite e di quelle che ancora non l’hanno fatto ma lo faranno, un poco alla volta.
Qui a Praga ho la medicina, l’arte in generale e la musica in ogni luogo.
Si, è decisamente la mia città.
 

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