Test di Medicina, denunce di irregolarità in tutta Italia. Utilizzo di smartphone (19%), violazione delle procedure (16%) mancati controlli (10%).

Denunce di irregolarità ai test di ingresso di medicina. A svelarlo una indagine della Consulcesi che ha riscontrato denunce in molte città italiane. Utilizzo di smartphone (19%), violazione delle procedure (16%) e mancati controlli (10%) i principali casi.
I candidati al test d’ammissione (Foto Omniroma)

 Dal caso eclatante di Palermo all’utilizzo di smartphone, violazione delle procedure, mancati controlli. Sono  centinaia le denunce raccolte dal network legale Consulcesi attraverso la campagna #MeLoMerito. Un vero boom di denunce che ha investito l’intero stivale: da Milano a Catania, Palermo, Bari e Roma.
«Anche quest’anno il test d’ingresso alle Facoltà di Medicina ha dimostrato gravi inefficienze dal punto di vista delle regolarità delle prove, confermando la sua inadeguatezza nel selezionare i medici del domani, che sono la linfa vitale del nostro Ssn. A confermarlo, le centinaia di segnalazioni, in particolar modo relative all’utilizzo di Google durante la prova, che sono giunte da parte degli studenti di tutta Italia». È l’allarme lanciato  da Consulcesi, network legale leader nella tutela dei medici e di chi aspira a diventarlo, che ha messo a disposizione dei candidati il portale web www.numerochiuso.info, attivando parallelamente una massiccia campagna social, attraverso l’hashtag #MeLoMerito, per raccogliere testimonianze e fornire informazioni su come tutelarsi in caso di scorrettezze durante la prova.
Milano, Catania, Palermo, Bari e Roma: ecco la road map delle maggiori irregolarità denunciate durante i test d’accesso alle Facoltà di Medicina. Proprio in queste città, infatti, si è registrato un picco di casi sospetti e, a pochi giorni di distanza dall’attesa graduatoria nazionale, prevista per il prossimo 2 ottobre, le polemiche non accennano a placarsi.
Il Numero Chiuso deve essere un’eccezione e non la regola, come previsto dalla Costituzione. Da parte nostra – conclude Consulcesi – ci siamo già attivati presso le istituzioni per avviare un dialogo che consenta di individuare una soluzione per un accesso meritocratico a Medicina, in grado di risolvere l’annoso problema delle irregolarità e al contempo di arginare la carenza di camici bianchi che si prospetta nel prossimo futuro».
Tra le denunce più frequenti da parte degli studenti si segnalano:l’utilizzo di smartphone (19%), la violazione delle procedure (16%) e i mancati controlli (10%).
Gli atenei finiti sotto accusa sono stati soprattutto l’Università Statale di Milano (14% dei casi), l’Università degli Studi di Catania (13%), l’Università degli Studi di Palermo (10%), l’Università degli Studi di Bari (9%) e La Sapienza di Roma (8%).
Intanto, le proteste e le segnalazioni da parte degli studenti continuano in questi giorni attraverso la campagna social#MeLoMerito.  

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