Test anticipati, l’Udu: “E’ solo un modo di fare cassa. Valutiamo una Class Action”

studenti universitari contro i Test Anticipati

Il numero chiuso all’università è un ulteriore modo per fare cassa”. Lo sostiene l’Udu in una nota inoltrata all’agenzia Ansa. ”Molti atenei – spiega l’associazione studentesca – richiedono per il test d’ingresso circa 100 o 70 euro, come nel caso dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata; si tratta di migliaia e migliaia di euro che incamerano gli Atenei e che, in alcuni casi, richiedono nuovamente, al termine dei tre anni degli Studi, per proseguire nei successivi due anni.

E’ il caso della Sapienza, dove gli studenti dopo esser entrati con un test a pagamento, quando si iscrivono nuovamente dopo il triennio alla successiva e quasi consequenziale Laurea Magistrale, devono pagare la somma di euro 10.
Sono certamente spese irrisorie ma che, moltiplicate per tutti gli studenti dell’Università La Sapienza, generano cifre da capogiro senza alcuna controprestazione in termini di Diritto allo Studio.

Per questo – aggiunge l’associazione studentesca – stiamo valutando l’opportunità di inoltrare una Class Action per tutti gli studenti, diretta a richiedere tali somme indietro in quanto, a nostro avviso, non dovute e non legate ad alcun servizio aggiuntivo”.

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