Sun, mozione al ddl Gelmini

Pubblichiamo la mozione al ddl Gelmini presentata dal Senato accdemico della Sun, ieri 22 aprile…

Il Senato Accademico della Seconda Università di Napoli, riunito in data 22 aprile 2010, analizzata la situazione che emerge dalle deliberazioni approvate dai Consigli di Facoltà, dalle comunicazioni dei Presidi e dei membri del Senato Accademico, esprime forte preoccupazione per le ripercussioni che la preannunciata astensione dei ricercatori dalle attività di insegnamento frontale potrà avere sulla formazione del piano delle attività didattiche per il prossimo Anno Accademico (A.A. 2010/2011) e sull’adeguatezza dei contenuti culturali dell’offerta formativa, per il fatto che in queste condizioni diversi Corsi di studio non potranno essere attivati.
Il Senato Accademico nel riconoscere l’importanza e la validità di alcune impostazioni innovative contenute nel DDL, pone l’accento su alcuni aspetti del testo di legge che non risolvono importanti criticità che il sistema universitario attuale sta vivendo e che in alcuni punti introducono delle norme di illegittimità costituzionale che generano discriminazioni tra figure universitarie. Il Senato Accademico ricorda, tra l’altro, che i tagli agli organici e ai finanziamenti, stabiliti dalla legge 180/2008, stanno rendendo sempre più difficile garantire il normale funzionamento degli atenei.
Auspica, pertanto, che le prime aperture normative sul disegno di legge di riforma Gelmini n. 1905 in discussione in Parlamento possano ampliarsi adeguatamente con nuovi emendamenti che vadano nella direzione della definizione di un piano organico pluriennale di sostegno dell’università. Tale condizione diventa imprescindibile per consentire di mantenere viva e attiva l’alta formazione in Italia.
Inoltre, parimenti imprescindibile e non ulteriormente prorogabile è da parte del legislatore il riconoscimento dello stato giuridico dei ricercatori che tenga conto del fondamentale contributo didattico da loro offerto per il funzionamento delle Facoltà, che tra l’altro è sempre stato di altissimo livello, e della necessità dell’apertura di adeguati, rapidi e credibili spazi che consentano le progressioni di carriera per tutti coloro che hanno mostrato meriti scientifici e didattici.
Pertanto, il Senato Accademico della Seconda Università di Napoli chiede ulteriori emendamenti al D.D.L. n. 1905, relativi alla fase transitoria, che prevedano:
(a) l’immediata attivazione di procedure rapide di valutazione dei RU per l’abilitazione nazionale a lista aperta a Professore;
(b) un meccanismo di passaggio nel ruolo di professore per coloro che hanno acquisito l’abilitazione, analogamente a quanto previsto per i futuri ricercatori a tempo determinato;
(c) lo stanziamento di appositi fondi straordinari, aggiuntivi al FFO, necessari per cofinanziare le differenze stipendiali determinate dalla progressione di carriera;
(d) l’eliminazione del blocco del turn-over e la revoca dei tagli al FFO previsti per il prossimo A.A.;
(e) che nelle procedure di valutazione finalizzate al conseguimento dell’abilitazione nazionale dei RU, costituisca titolo anche l’attività didattica svolta, e ne sia definita chiaramente l’incidenza sulla valutazione.
Il Senato Accademico dà mandato al Rettore per sollecitare nelle sedi istituzionali e politiche e attraverso tutti i mezzi di comunicazione la necessaria attenzione sui temi posti in evidenza nella convinzione che il Parlamento non resti insensibile a un moto di protesta serio, propositivo e giustificato, che coinvolge gli Atenei del nostro Paese.
Infine, il Senato Accademico aderisce alla settimana (dal 17 al 22 maggio) di mobilitazione di tutte le componenti universitarie indetta dalle organizzazioni universitarie e rimanda al prossimo Senato Accademico, programmato per il prossimo 19.05.2010, la definizione di ulteriori forme di protesta.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Appartamenti di genere

Next Article

All’Università in velocità

Related Posts
Leggi di più

Green pass, Corte Costituzionale boccia il conflitto di attribuzione sollevato da 27mila docenti e studenti

Un avvocato e docente universitario genovese - in proprio e in qualità di rappresentante di 27.252 docenti, studenti e membri del personale scolastico e universitario - aveva sollevato il conflitto sull'omesso esame di una petizione in cui si chiedeva di non convertire in legge il decreto-legge che ha introdotto l’obbligo di green pass nelle scuole e nelle Università. La Corte: "I firmatari di una petizione non sono titolari di funzioni costituzionali"