Roma Tre, Panizza: "Ricerca? I finanziamenti a pioggia non servono"

Il rettore di Roma Tre, Mario Panizza: «Il Pnr presentato dal ministro Giannini pensa in grande e stimola la competitività, i finanziamenti a pioggia e i microprogetti non servono a un Paese che punta a un reale sviluppo»

Roma, 2 maggio 2016. «Il piano nazionale per la ricerca presentato stamattina dal ministro Stefania Giannini è un segnale importante in un Paese a basso numero di ricercatori e alto tasso di ‘fuga dei cervelli”». Mario Panizza, rettore dell’Università degli Studi Roma Tre e presidente del Crul (Comitato regionale di coordinamento delle università del Lazio) commenta così l’annuncio della messa a disposizione di 2,5 miliardi di euro per la ricerca articolato in macroaree, prime su tutte quelle riguardantiaerospazio, agrifood, salute e industria 4.0, che punta anche a infrastrutture, rilancio del Mezzogiorno, coinvolgimento del settore privato, e internazionalizzazione con particolare riferimento al Mediterraneo per il particolare ruolo strategico e politico. «Le Università troveranno in questo Piano dei criteri guida della propria azione e valori di riferimento prioritari. Siamo certi che la missione di sviluppo degli atenei sarà facilitata e favorita rispetto ai vecchi Pnr, che distribuivano finanziamenti a pioggia per microprogetti. Una più precisa articolazione dei fondi favorirà la crescita del Paese anche grazie al conseguente impulso dato alla competitività».

 Roma Tre, da parte sua, si è già dotata di un Piano strategico per la ricerca per il triennio 2015-2017 allo scopo, da un lato, d’individuare la “missione” e la “visione” dell’ateneo per la ricerca, dall’altro d’identificare cinque grandi obiettivi generali: la qualità della ricerca; la capacità di attrarre risorse; un reclutamento che sia mirato alla ricerca; l’impegno nei processi di internazionalizzazione e nell’alta formazione.

 «Il nostro Piano straordinario di sviluppo della ricerca, in linea con il Piano strategico per la ricerca, sarà articolato in quattro azioni principali: inserimento di giovani nel piano della ricerca di Ateneo; incremento delle capacità dell’Ateneo di ottenere risorse, attraverso bandi competitivi, e l’invito di ricercatori provenienti da istituzioni internazionali; potenziamento dei laboratori di ricerca dell’Ateneo; promozione di un’azione sperimentale destinata a finanziare progetti innovativi e interdisciplinari» spiega il rettore Panizza. «Questo nostro progetto si colloca all’interno di un crescente processo di internazionalizzazione che investe tutte le dimensioni di Roma Tre».

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