Roma Tre, l'auletta della vergogna

materialefascista.jpgL’aggressione neofascista di ieri, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma Tre, rappresenta una bruttissima pagina per l’ateneo: tre ragazzi minacciati, malmenati e feriti da alcune persone a volto coperto e armate di spranghe. Due sono finiti in codice giallo all’ospedale. Gli aggressori erano in gruppo – una decina secondo i testimoni – e appartenevano ad Azione Universitaria (Au) e a Foro 753, organizzazione neofascista estranea all’ateneo che, stando alle parole dei rappresentanti dei collettivi di sinistra, raccoglie simpatie anche tra i sostenitori di Au presso il terzo ateneo romano.
Per spiegare l’accaduto alla stampa con i ragazzi testimoni e chiedere al preside di prendere dei provvedimenti i collettivi hanno indetto questa mattina una conferenza stampa presso Scienze Politiche. Noi di Corriereuniv c’eravamo: ecco com’è andata.
Sono le ore 10:30, al nostro arrivo la facoltà è già piena di gente. La prima cosa che notiamo appena varcato l’ingresso è un cartellone appeso come un quadro su un treppiedi: su un pannello ci sono manifesti e materiali presi dall’auletta autogestita di Azione Universitaria. Il carattere o font (come si dice in termini web) è quella che si usava in un tempo che dovrebbe essere ormai lontano ma che evidentemente non lo è poi tanto: lettere spigolose, “u” scritte come le “v” e le curve fatte con il righello. I simboli poi non lasciano proprio dubbi: croci celtiche di ogni grandezza, la bandiera con l’aquila del duce e gli slogan “per l’onore”. Trattasi di materiale neofascista.
spanghecatene.jpgQuesta mattina l’auletta di Au era quindi aperta: oltre ai manifesti in un armadietto sono state trovate catene, spranghe, un leccalecca con il volto del papa e un vibratore. Sugli ultimi due oggetti ci viene da pensare de gustibus non est disputandum e “ognuno si diverte come vuole” ma le catene e le spranghe ci lasciano interdetti, oltreché esterrefatti.
La conferenza stampa inizia con le parole di Tom, un testimone dell’aggressione di ieri: “I rappresentanti di Au sono entrati nella nostra aula ed hanno preso a schiaffi il rappresentante del collettivo minacciandolo di morte qualora qualcuno di noi fosse stato presente alla presentazione del libro dedicato a Gabriele Sandri fissata per domani. Alcuni ragazzi sono poi usciti fuori per chiarire eventuali incomprensioni tra le due rappresentanze e poi sono arrivati quelli del Foro 753 con i caschi”. La voce di Tom si fa più rotta: ”Non c’è stata nessuna provocazione da parte nostra; è stata un’operazione squadrista organizzata; noi eravamo a mani nude e loro stavano con spranghe e bastoni”.
A prendere la parola, subito dopo, è un altro rappresentante del collettivo: “L’appuntamento di oggi ha per noi importanza assoluta per rendere chiaro quel che è successo. Noi dei collettivi universitari non abbiamo mai pensato di ostacolare la presentazione del libro su Sandri. I manifesti stavano appesi da mesi e nessuno si era sognato mai di staccarli. È evidente che Sandri è solo un pretesto: le minacce rivolteci non sono altro che una strumentalizzazione della morte di un ragazzo. Non è la prima volta – continua il rappresentante – che denunciamo un’aggressione fascista e non è la prima volta che dei ragazzi finiscono in ospedale. Tengo a precisare che quando parlo di Au mi riferisco solo ai rappresentanti presenti in questa facoltà e non all’organizzazione intera”.
Il discorso arriva poi a un’espressa richiesta al preside: “Chiediamo che l’Università si costituisca parte civile in un eventuale processo. Inoltre, proprio mentre parliamo 50 militanti di CasaPound (organizzazione neofascista) si trovano a Tor Vergata a presentare le loro liste: ebbene noi chiediamo che da adesso in poi l’università ponga una pregiudiziale sui gruppi espressamente fascisti che si presentano alle elezioni universitarie, per non dover più assistere a scene come quelle di ieri ed affinché il prossimo armadietto pieno di catene possa essere censurato e soppresso. Tale pregiudiziale in realtà non dovrebbe nemmeno esser posta dall’università ma è sancita direttamente dalla Costituzione Italiana”.
francescoguida.jpgGli applausi, a questo punto, scrosciano. L’intervento successivo del preside di Scienze Politiche, Francesco Guida, invece, suscita qualche brusio in sala poiché considerato da molti “troppo freddo”: il professore fa sapere di aver rimandato la presentazione fissata per domani per preservare l’ordine pubblico ed ammette che in futuro occorrerà fare maggior attenzione nell’accettare le candidature.
Presenti alla conferenza stampa anche alcune mamme del “Comitato Mamme per Roma Città Aperta”, che hanno raccontato la perdita dei loro figli per mano dell’intolleranza fascista e hanno fatto il punto su una situazione di violenza inammissibile in un paese democratico. Le mamme hanno raccontato come più volte abbiano chiesto, senza risultato, la chiusura di organizzazioni fasciste come CasaPound; Stefania riesce a parlare, un’altra mamma, invece, scoppia in lacrime dopo poche parole.
Le domande di studenti e giornalisti sono quasi tutte rivolte al preside e riguardano le catene ritrovate nell’auletta di Au e le eventuali misure che l’ateneo intende prendere: “Non c’è un controllo di polizia in questa facoltà e pertanto non si possono tenere sotto controllo le aule autogestite. Le aule suddette sono zona franca e pertanto non si possono controllare. L’ateneo – conclude il preside Guida – prenderà misure sulla base di dati certi che potranno essere anche le più gravi, come l’espulsione dei responsabili dell’aggressione”.

Carlotta Balena 

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