Rientro dei cervelli in fuga, la ministra Messa ci crede: “Abbiamo messo sul piatto 600 milioni di euro”

In Senato la ministra dell’Università ha confermato l’importante stanziamento del Governo grazie ai fondi del PNRR riguardo al programma di rientro dei ricercatori italiani che sono andati a lavorare all’estero. E sul no della Gran Bretagna per il visto speciale per i nostri laureati: “Noi siamo diversi da loro e accogliamo chiunque abbia le capacità di innovare”.

L’Italia punta sul ritorno dei ricercatori dall’estero. La conferma è arrivata oggi dalla ministra dell’Università Maria Cristina Messa durante un’audizione in Senato: “Sono 600 i milioni di euro stanziati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) per il rientro dei cervelli – ha detto – È un investimento importante, vorremmo creare condizioni reali di attrazione in Italia per i giovani studiosi”. Altri 500 milioni saranno stanziati in due anni nell’ambito del diritto allo studio, dedicati quindi alle borse di studio.

I 600 milioni andranno a sostenere 900 giovani ricercatori che abbiano vinto progetti europei nei programmi quadro Horizon 2020 ed Horizon Europe, e a incentivare il reclutamento di almeno 300 ricercatori vincitori dei grandi progetti del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc). “Per chiamarli abbiamo previsto delle forme di chiamata diretta da parte delle università e degli enti pubblici di ricerca – spiega la Ministra – per la copertura di posti da ricercatore a tempo determinato o di professore quando i grant sono particolarmente senior”.

La ministra poi è tornata sulla recente polemica riguardo all’esclusione di un programma di ingresso speciale da parte del Regno Unito dei laureati nelle nostre università italiane, non considerate al livello dei più prestigiosi atenei mondiali. “Noi italiani no. Noi invece accogliamo i giovani da qualsiasi ateneo provengano se sono giovani che hanno voglia di fare, di innovare, di sperimentare, se sono capaci questi di dimostrare di sapersi meritare la nostra fiducia – ha specificato – Il Regno Unito  sta facendo una politica più esasperata a causa della Brexit e la lista un po’ va rivista, anche aggiornata, perché molti nostri atenei sono inoltre rientrati nei ranking. Il merito non dipende tanto da dove ti sei laureato ma da te stesso”.

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