Ricercatori contro il precariato

Cresce la protesta dei ricercatori contro il DDL governativo che incrementa il precariato con la figura del ricercatore a termine.

Cresce la protesta dei ricercatori contro il DDL governativo che incrementa il precariato con la figura del ricercatore a termine e con la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori, invece di prevedere per i precari reali sbocchi in ruolo e per i ricercatori il pieno riconoscimento del loro ruolo docente e reali prospettive di carriera.
Da anni l’ANDU ha elaborato una proposta per eliminare il precariato e il nepotismo, per riconoscere ai ricercatori il ruolo di professore e per consentire i passaggi di fascia.
Per eliminare il precariato occorre sostituire TUTTE le attuali figure precarie con una SOLA figura pre-ruolo di durata massima di tre anni non rinnovabili, con un numero di posti proporzionato agli sbocchi in ruolo, e contestualmente bandire almeno 20.000 posti nella fascia iniziale della docenza, con uno specifico finanziamento straordinario dello Stato.
Per eliminare il nepotismo occorre prevedere per il reclutamento in ruolo un CONCORSO NAZIONALE (senza chiamata locale) con commissioni interamente sorteggiate.
Per riconoscere pienamente la funzione docente dei ricercatori occorre TRASFORMARE il loro ruolo in terza fascia di professori.
>Per consentire il passaggio dei ricercatori e degli associati nella fascia superiore occorre prevedere un valutazione nazionale individuale da parte di una Commissione interamente sorteggiata. Al superamento del giudizio nazionale deve corrispondere l’automatico passaggio nella fascia superiore, prevedendo a carico dello Stato l’incremento economico.
La chiamata locale di chi è già in servizio e continuerà comunque a svolgere la stessa attività (didattica e ricerca) è ’solo’ una FOLLIA accademico-giuridica!
Questa soluzione, lo ripetiamo, è l’unica possibile per riqualificare l’Università, liberandola finalmente dal nepotismo e dal clientelismo e, soprattutto, dall’intollerabile fenomeno del precariato.
Per maggiori informazioni, consultare il sito dell’ANDU.

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  1. Come funzionerebbe questo concorsi nazionale? Ci sarebbero favori scambiati tra “alti prelati” che avrebbero “loro uomini” in commissione”? Io suggerisco di nominare anche commissari esteri e soprattutto di redarre una lista di “abilitati” mediante valutazione di titoli e pubblicazioni (quality factor rivista, numero pubblicazioni, numero di citazioni, numero medio annuo di citazioni, presenza e giudizio dottorato, assegni di ricerca, incarichi di docenza, ecc.).
    Inoltre, per facilitare la successiva chiamata diretta è necessario finanziare gli atenei; se si finanzia solo il politecnico di Milano e non la Sapienza di Roma o la Federico II di Napoli, candidati abilitati di Roma e Napoli non avrebbero la chiamata diretta che avrebbero invece abilitati milanesi.

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