Come mi preparo per i test?

La vita è tutto un quiz, cantavano alla storica trasmissione “Indietro tutta”, affermazione più che mai attuale nel mondo universitario odierno. Dal 2 settembre 2010, si sono avviati i primi test nazionali per i corsi a numero programmato; in “pole position”, la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Ma come si preparano i ragazzi per affrontare l’opinabile selezione? Le modalità sono delle più svariate, come hanno illustrato al Corriere, studenti e studentesse di diversa provenienza geografica.

La vita è tutto un quiz, cantavano alla storica trasmissione “Indietro tutta”, affermazione più che mai attuale nel mondo universitario odierno. Dal 2 settembre 2010, si sono avviati i primi test nazionali per i corsi a numero programmato; in “pole position”, la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Ma come si preparano i ragazzi per affrontare l’opinabile selezione? Le modalità sono delle più svariate, come hanno illustrato al Corriere, studenti e studentesse di diversa provenienza geografica.
Internet, risulta essere la risorsa principale, agorà digitale dove è possibile reperire sia le prove degli anni scorsi che esercitazioni online ad hoc per il famigerato superamento dei test. Tuttavia, la maggior parte dei ragazzi intervistati ritieni che la preparazione “ a quiz”, dunque tramite manuali appositi e prove on line non sia particolarmente efficace.
Le esercitazioni basate sui quesiti ( sia dei manuali cartacei che le prove on line) rappresentano un’utilità marginale, vale a dire, illustrano come vengono suddivise le materie, la struttura delle domande, ma non assicurano una preparazione adeguata per il superamento dei test.
PIù efficace, appare la preparazione approfondita sia sulle materie di specializzazione che per la cultura generale, mediante manuali scolastici, libri specializzati e lettura quotidiana di giornali e riviste. “La stanza di mio figlio è letteralmente sommersa di libri e di giornali. Uno studio matto e disperatissimo per accedere alla carriera dei suoi sogni” dichiara una mamma, definendo la costanza del figlio (alla terza prova di accesso) da “soldato romano”.
Chi ha la fortuna di avere dottori che girano tra le mura domestiche, sono preparati dagli stessi genitori, zii e amici. “Il più preparato e aggiornato, tra noi, è il nonno di 90 anni”, afferma sorridendo una giovane mamma farmacista che accompagna amorevolmente il fliglio, ma che al tempo stesso considera l’intero “sistema test“un mega buisness, privo di aderenza alle reali condizioni che dovrebbero consentire l’accesso libero all’istruzione superiore.
La preparazione al test non abbraccia il periodo termporale che intercorre tra l’esame di maturità e il test day, ma si dilata nel tempo in diverse declinazioni. C’è chi trascorre gli ultimi due anni della scuola media superiore, oltre che sui libri di testo, su uno studio capillare di quelle materie che sa essere oggetto dei test. C’è chi si iscrive a facoltà affini, sempre a numero programmato (vedi professioni sanitarie, Biotecnologie, Biologia, Farmacia), nell’ottica di corsi preparatori per la carriera di medico.
Infine, c’è una categoria definita “gli articolisti”, ossia, coloro che fanno appello all’articolo 6 del regio decreto del 4 giugno 1938,  (non “attivo” in tutti gli atenei,) in forza del quale, gli studenti hanno la facoltà di iscriversi a una facoltà ( ci si perdoni la ridondanza terminologica) e sostenere nell’arco del primo anno, due esami al di fuori del corso di studi intrapreso.
“L’anno scorso mi sono iscritta alla facoltà di Scienze Umanistiche- ci racconta timidamente una studentessa campana che riprova per la seconda volta il test presso l’ateneo Sapienza di Roma- con il dichiarato intento di seguire i corsi di biologia e chimica presso la facoltà di Medicina”.

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