Per laurearsi, per sensibilizzare

La Facoltà di Ingegneria del Sannio scenderà in piazza per manifestare il dissenso ai tagli

La Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi del Sannio scenderà in Piazza Roma domani sera alle 19.30 per sostenere una seduta di laurea pubblica al fine di sensibilizzare la gente comune sui tagli alla ricerca e alla didattica in generale.
Parte degli esami è già stata svolta nelle ore serali e docenti, studenti e ricercatori intendono proprio continuare su questa strada come ci ha spiegato Giovanni La Motta, studente di ingegneria informatica presso l’ateneo beneventano: “Crediamo fermamente che queste siano le ultime possibilità che abbiamo per farci sentire. Non ci lamentiamo per gli orari così fuori dal comune, vogliamo solo che in giro si capisca che nella nostra facoltà e specialmente in ingegneria civile, industriale ed informatica ci sono tante persone che lavorano anche per il sociale e quindi è giusto che tutti ascoltino”.
Sulla stessa linea il prof. Gaetano Continillo (in foto) ordinario di Ingegneria Chimica presso la Facoltà che ha spiegato: “Sarò presente alla serata poiché è chiaro il mio dissenso nei confronti dei tre principali mali dell’università: Ddl Gelmini, manovra finanziaria e privatizzazione della cultura”. Insieme alla facoltà di Scienze, Ingegneria si sta battendo molto da mesi poiché è una tra le maggiormente coinvolte: si fa tanta ricerca e quindi i fondi sono non solo necessari ma essenziali per il proseguimento dell’attività didattica. “Le difficoltà che prevediamo per il prossimo anno accademico sono incalcolabili. Il rischio maggiore che si può correre è che non venga garantita la didattica, stiamo correndo proprio questo rischio! In più c’è da dire che a Benevento non tutto il corpo docente è unito. Altro problema è il dramma della privatizzazione non solo delle università ma anche delle scuole: scendiamo nelle piazze affinchè i genitori capiscano che il nostro problema sarà un problema dei loro figli e così via per generazioni” ha concluso il prof. Continillo.

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  1. Vorrei fare qualche precisazione, poiché la giornalista, nel sintetizzare l’intervista, mi attribuisce delle affermazioni che si prestano ad interpretazioni errate. In particolare:
    1) la possibile crisi della didattica universitaria a partire dal prossimo anno accademico non è un problema specifico dell’Università del Sannio ma di tutte le università pubbliche in Italia, ed è dovuta al minacciato rifiuto dei ricercatori di ricoprire incarichi didattici non dovuti, come hanno invece finora sempre fatto;
    2) il corpo docente “non è unito” nel senso che si riscontrano a mio parere atteggiamenti e sensibilità differenziate tra facoltà e facoltà e questo in ambito nazionale e non locale. E’ vero invece che a Benevento tutti sono consapevoli del ruolo fondamentale dell’istituzione universitaria per il territorio: le differenze si riscontrano più nello stile della protesta che nel merito delle critiche alla grave situazione di sottofinanziamento, sulla quale tutti noi docenti, ricercatori e studenti concordiamo unanimemente.

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