Ospedale veterinario Università di Teramo, alla scoperta di un’eccellenza italiana

Eccellenza italiana che lavora lontana dai riflettori, “l’ospedale veterinario universitario più bello d’Europa” a Teramo

Un’ eccellenza italiana che lavora lontana dai riflettori, “l’ospedale veterinario universitario più bello d’Europa”, come è stato definito, si trova in Abruzzo, a Teramo.

Qui, ogni anno,  vengono salvate migliaia di vite grazie ad una preparazione e uno spazio in grado di ospitare e curare piccoli e grandi animali, “dal gatto all’elefante”, passando per i cavalli del Quirinale.

“Avere un ospedale veterinario in facoltà è necessario per acquisire le esperienze e le competenze per un medico veterinario”. Parole piene di orgoglio quelle riferite ad Abruzzoweb dal professore Augusto Carluccio, ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica Veterinaria, nonché preside di facoltà di Medicina Veterinaria e direttore sanitario dell’Ospedale Veterinario Universitario Didattico di Teramo (Ovud).  Pugliese di origini ma abruzzese di adozione, da anni si prodiga nella cura e salvaguardia di tante specie animali anche in via di estinzione, come l’asino di Martina Franca per il quale è stata siglata una Convenzione tra l’università di Teramo e la regione Puglia, accrescendo e valorizzando la struttura ospedaliera di veterinaria a Teramo.

“La nostra facoltà – spiega – ha ottenuto numerosi ed importanti riconoscimenti ed ha arricchito quest’anno la propria offerta formativa con il Corso di laurea magistrale in Scienze delle Produzioni Animali Sostenibili che si aggiunge al Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria ed al Corso di laurea triennale in Tutela e Benessere Animale”.

Ampio 17 mila metri quadrati, come lo stadio di San Siro, costato 9,5 milioni di euro all’università di Teramo che in sei anni lo ha realizzato a proprie spese, l’ospedale vanta cinque sale operatorie, ambulatori per la rianimazione polmonare, ecografi, pompe d’infusione, laboratori, scuderie e banche del sangue.

Grazie ad esso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’università degli studi di Teramo ha ottenuto, nel 2010, l’approvazione da parte dell’EAEVE (European Association of Establishments for Veterinary Education), organismo che certifica strutture di questo genere, in base alle proprie qualità nella didattica e nella ricerca. Tanto che è stato definito dal suo coordinatore Gert Niebauer, “l’ospedale veterinario universitario più bello d’Europa”.

Molteplici le convenzioni con altre facoltà italiane, europee e nel mondo che Carluccio elenca insieme ad una serie di riconoscimenti che la sua facoltà ha avuto negli ultimi anni, tra i quali il secondo posto in Italia fra i dieci dipartimenti ammessi al finanziamento per la ricerca nelle “Scienze agrarie e veterinarie”.

Anche il rettore dell’università di Teramo, Dino Mastrocola parla di “un ospedale d’eccellenza non solo regionale ma anche nazionale ed europeo; un plauso va sicuramente fatto al preside, il dottor Augusto Carluccio per il suo impegno. Non tutte le facoltà hanno ospedali come il nostro dove c’è la possibilità di intervenire e di curare non solo piccoli animali ma anche grandi. Abbiamo a disposizione reparto chirurgico, ecografico, diagnostico per tutti gli animali, anche per un elefante a Teramo c’è la possibilità di intervenire a differenza di altre sedi”.

“L’ospedale veterinario universitario di Teramo è una delle strutture migliori e meglio attrezzate a livello nazionale dove ogni anno viene salvata la vita di migliaia di animali. Un fiore all’occhiello per il nostro territorio e per l’università, attorno al quale gravitano centinaia di studenti e professori. Un motivo in più per essere orgogliosi della nostra terra e puntare e investire più fondi nel settore dell’Università e della Ricerca”, commenta su facebook l’assessore regionale con delega all’Università e alla Ricerca, il camplese, Pietro Quaresimale che nei giorni scorsi ha fatto visita al dipartimento di veterinaria del capoluogo aprutino.

Un punto a favore della facoltà di medicina veterinaria a Teramo è sottolineato da Carluccio: “Mi preme ricordare che gli utili delle prestazioni sanitarie non sono divise fra il personale sanitario e non, come da regolamento, ma investito per contratti e/o borse per i giovani colleghi”.

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