Nuovo ISEE, gli studenti: "Pronti ad azioni legali"

Le associazioni per la tutela dei disabili tra cui Utim, Anmil e Fand hanno infatti presentato un ricorso contro il decreto che definisce il nuovo modello di calcolo dell’Isee – num 159/13 – che nel suo quarto articolo comprende, tra le voci comprese nell’Isee anche le provvidenze economiche erogate dallo Stato a sostegno della disabilità. Il TAR  ha quindi, nella sua sentenza, dichiarato in parte illegittimo tale articolo.

“Ma, come denunciato da LINK-Coordinamento Universitario già un mese fa  – afferma Alberto Campailla, portavoce di LINK – gli assegni statali a favore dei disabili non sono gli unici redditi esenti da imposte introdotti per la prima volta nel computo dell’Isee. Anche la borsa di studio è tra quelli. Come già denunciato questo porterà gravi svantaggi per gli attuali idonei alla borsa che potrebbero vedersi una riduzione dei servizi o addirittura rischiano l’esclusione dal beneficio della borsa”.

“Come LINK – aggiunge Campailla – ci siamo mossi fin da subito all’interno degli atenei tramite interlocuzioni con gli enti per il diritto allo studio e con gli assessori alla cultura delle diverse regioni. Ma questo potrebbe non bastare data la grande disomogeneità delle situazioni: in alcune Regioni ad esempio la soglia per il percepimento della borsa di studio non potrà essere innalzata in quanto già prossima ai limiti di legge. Il Governo deve, quindi,  immediatamente risolvere la situazione tramite un intervento di correzione al decreto, altrimenti ci riserviamo, come organizzazione a tutela degli studenti, di intervenire per vie legali come già fatto dalle associazioni a tutela dei disabili”.

Ma i pasticci del Governo nella redazione del nuovo modello Isee non finiscono qui. L’intento di inserire una procedura di controlli sulla reale situazione patrimoniale di chi richiede una prestazione agevolata impone che l’Isee venga validato tramite il passaggio dall’Inps, danneggiando tutti quei soggetti, come coloro che non sono cittadini italiani ed altri che non in possesso di codice fiscale, che si ritroveranno a non poter compilare l’Iseeu ( ora accorpato all’Isee ). Gli studenti stranieri che fanno richiesta di compilazione dell’ Iseeu nei nostri atenei sono nell’ordine delle migliaia: essi si troveranno da un momento all’altro senza tutele se questa situazione non verrà immediatamente risolta.

“La nostra battaglia – conclude Campailla  – per mettere le pezze alle gravi mancanze di questo decreto continua ormai dalla sua entrata in vigore. Dalle procedure negli atenei per evitare un incremento della tassazione studentesca, alla tutela dei borsisti e degli studenti stranieri. Non retrocediamo di un passo nella difesa dei diritti degli studenti, in particolare quelli delle fasce più deboli colpite da questo decreto”.

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