Non habemus iam papam

Schermata 2013-02-12 a 09.50.03

Questa volta non è un film di morettiana ispirazione ma realtà che ha spiazzato tutti. Non uno scherzo di Carnevale bensì storico annuncio del sovrano del più piccolo Stato indipendente del mondo.
Il Papa abdica e l’inevitabile immediata reazione si concentra, oltre ai dubbi su come avverrà la coesistenza di due Papi o su che ne sarà del suo fresco account di Twitter, sul toto-successore.
Sedici anni fa, durante il pontificato del compianto Giovanni Paolo II, i Pitura Freska cantavano il reggae veneziano sulla possibilità di un successore di nazionalità africana. Come sappiamo ciò non avvenne e oggi le probabilità che a succedere al tedesco Benedetto XVI sia il ghanese cardinale Peter Appiah Turkson non sono poi così basse.
Era il 1996 quando in Italia venne eletta la prima Miss nera, di Santo Domingo naturalizzata italiana ma solo nel 2008 il mondo si rivelò pronto ad accogliere la carica politica più influente con la nomina dell’afroamericano Obama.
Tra i papabili più accreditati si fanno però anche i nomi del canadese Marc Ouellet, del francese Jean-Louis Pierre Tauran, dell’arcivescovo di Milano Angelo Scola, dell’arcivescovo di Vienna Christoph Schoenborn, dell’arcivescovo di New York Timothy Dolan e dell’arcivescovo di Manila Luis Tagle.
La futura nomina del 112° papa della storia riporta all’attenzione anche la profezia di San Malachia vescovo di Armagh, secondo il quale il pontificato del “Petrus Romanus”, successore dell’attuale, terminerà con la distruzione della città di Roma. Qui non c’entra la profezia dei Maya, che abbiamo recentemente scansato, ma quella che è stata fonte di riscontro interpretativo ben 80 volte sugli 111 “motti” pubblicati nel 1595.
Di profetico, certamente, oltre il già citato film del 2011, “Il Foglio” di Giuliano Ferrara che già 11 mesi fa titolò la prima pagina del quotidiano col tema di apertura di tutti i giornali di oggi: “Le dimissioni del Papa”.

Giovanni Torchia

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