Nessun prolungamento delle lezioni e il ministro rassicura i sindacati sulle vaccinazioni

Avviati gruppi di lavoro tra Ministero e realtà territoriali per recuperare il gap di apprendimento scolastico

Nessun prolungamento dell’anno scolastico al 30 giugno. L’ipotesi, ventilata nel discorsco del premier Mario Draghi durante la fiducia al Senato, è naufragata di fronte la realtà. Già nei giorni scorsi il neo ministro all’Istruzione, Patrizio Bianchi, aveva messo in secondo piano l’ipotesi con la conferma della data di Maturità fissata il 16 giugno. E’ evidente infatti che se i docenti saranno impegnati nelle commissioni d’esame non potranno contemporaneamente anche occuparsi dei recuperi. 

L’ipotesi aveva sollevato non poche preoccupazioni fra i sindacati visto che, in presenza o a distanza, ma i docenti quest’anno hanno continuato a lavorare sempre, anche nei periodi peggiori. A sciogliere ogni dubbio tendendo una mano ai lavoratori della scuola ci ha pensato lo stesso Bianchi che fin da subito aveva precisato come eventuali modifiche del calendario andassero comunque concordate con le Regioni.

Nel suo primo incontro con i sindacati, dopo aver chiesto ai rappresentanti di categoria di “portare a tutti i lavoratori della scuola la stima e la riconoscenza mia e del Governo”, il ministro ha chiarito che “su tempi e luoghi della scuola e sul modello operativo per recuperare i gap di socialità e apprendimento individuale” è già stato attivato “un gruppo di lavoro composto da personale del Ministero e figure che operano sul territorio, dirigenti scolastici, insegnanti, esperti in materia di disuguaglianze”.

Qualunque soluzione non andrà calata dall’alto ma sarà modulata a seconda delle necessità specifiche di ciascun territorio e di ciascuna realtà scolastica eventualmente anche chiamando a collaborare il terzo settore. “È positivo che la questione non sia stata posta nei termini semplicistici e banalizzanti di un eventuale allungamento del calendario – afferma Maddalena Gissi della Cisl scuola -. Per quanto ci riguarda, confermo che dovranno essere le scuole, sulla base di una puntuale conoscenza del fabbisogno, a valutare ciò che può essere utile e necessario fare e quali modalità utilizzare per eventuali azioni di recupero. Credo sia giusto promuovere e favorire anche il coinvolgimento di altri soggetti (enti locali, terzo settore, ecc.) attraverso “patti di comunità” in cui la scuola diventa punto essenziale di riferimento”. “Per la FLC – aggiunge il segretario nazionale Francesco Sinopoli – è necessario elevare complessivamente i livelli di istruzione del Paese partendo dall’estensione del tempo scuola, che deve diventare un punto di forza delle politiche scolastiche dei prossimi anni, assieme all’obbligatorietà della scuola dell’infanzia e all’introduzione dell’obbligo scolastico a 18 anni”.

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