“Nelle scuole segnalati 65mila casi”: i dati del ministero. Giannelli: "Serve più trasparenza"

Segnalati 65mila casi di Covid nelle scuole: i dati del Ministero dell’Istruzione

Sono 64.980 i casi di positivi al Sars-Cov-2 nella popolazione scolastica ovvero tra alunnidocenti e collaboratori scolastici del primo e del secondo ciclo. A diffondere questi dati, finora non diffusi dal ministero dell’Istruzione e nemmeno dall’Istituto superiore di sanità, è la rivista Wired che ha presentato un’istanza di accesso generalizzato ottenendo dagli uffici di viale Trastevere i numeri – aggiornati al 31 ottobre – inviati al dicastero dai dirigenti scolastici. I dati sono stati forniti su base territoriale e riguardano 2.546 Comuni sugli oltre 6.700 sul cui territorio ha sede una scuola. Dati dunque parziali che forniscono una fotografia non nitida della capillarità del contagio.

A sollevare qualche perplessità sull’indagine, sono invece il coordinatore del Cts Agostino Miozzo e il presidente dell’Associazione nazionale presidi Antonello Giannelli. Per entrambi si tratta di numeri che avrebbero bisogno di un ulteriore approfondimento e di un elemento di chiarezza relativo al “dove” si contagiano gli studenti e i docenti. Venerdì dovrebbero arrivare i dati del focus scuola predisposti dall’Istituto superiore di Sanità e oggi (mercoledì, ndr) Miozzo sarà alla Camera per un’audizione proprio sul pianeta istruzione. Intanto osservando la mappa rielaborata da Wired sull’incidenza del contagio nelle scuole possiamo vedere che le province dove il dato è più alto sono quelle di Cuneo, Varese, Monza e Brianza, Massa Carrara, Pisa, Arezzo, Perugia, Terni ed Isernia, dove si sono verificati circa 20 casi di positività ogni mille persone (studenti e docenti). La situazione migliora raggiungendo un numero tra i 10 e i 15 casi nelle province di Torino, Vercelli, Biella, Macerata, Firenze, Pistoia, L’Aquila e Oristano.

Il resto del territorio, invece, ha un numero di casi sempre rispetto a mille persone, inferiore a 10. L’incidenza – spiega Wired – è inferiore negli istituti scolastici in Campania, che ha chiuso le scuole a più riprese, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Hanno invece un’incidenza simile dentro e fuori dalle aule l’Emilia-Romagna, la Lombardia e la Liguria. Nel resto del Paese, invece, l’incidenza in classe è più alta che nella popolazione generale. Allegato alle mappe c’è anche un documento con 2.459 Comuni dove si sono registrati casi di infezione nel primo e nel secondo ciclo. Nel primo caso, per quanto riguarda elementari e medie, la classifica dei primi dieci riguarda le città di Roma (2850); Milano (1202); Torino (647); Genova (513); Napoli (355); Monza (334); Perugia (322); Palermo (302); Firenze (235) e Catania (204). Mentre per le superiori la lista delle prime dieci è così composta: Roma (1967); Milano (1332); Torino (645); Firenze (599); Genova (421); Napoli (388); Monza (215); Perugia (229); Palermo (232) e Catania (107).

Il coordinatore del Cts Agostino Miozzo continua a sottolineare che “il problema è comprendere dove ci si ammala”. Il coordinatore del Cts rispetto alla ripartenza delle superiori a dicembre è chiaro: “È una questione di volontà politica”. Giannelli è più cauto: “Sono dati che necessitano di una guida ragionata da parte del ministero dell’Istruzione. Questi numeri hanno bisogno di essere compresi dai cittadini. È comunque positivo averli dal momento che non li conosciamo. Dovrebbe esserci una prassi costante nel far conoscere i dati dei contagi della popolazione scolastica per un segno di trasparenza”. Ad attaccare la ministra Lucia Azzolina è invece la Gilda: “I dati sui contagi tra la popolazione scolastica smentiscono clamorosamente la campagna propagandistica condotta da Azzolina per le scuole aperte: a fronte della tesi strenuamente sostenuta dalla ministra circa la sicurezza delle scuole rispetto alla diffusione del virus, fino al 31 ottobre si sono registrati quasi 65mila casi di Covid-19 tra i banchi. Si tratta di un numero molto elevato se si considera che è riferito a un periodo poco più lungo di un mese (dall’inizio dell’anno scolastico a fine ottobre)”, spiega al fattoquotidiano.it il coordinatore nazionale Rino Di Meglio.

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