Milano, beffa in università: quella lode proclamata e "sparita"

Dopo tre mesi scopre che sull’atto non c’è. La Statale: errore a voce

Il giorno della laurea l’emozione più grande: «La proclamiamo dottoressa in Dietistica con la valutazione di 110 e lode». Emma Somma, 24enne di Bergamo, conserva il video della cerimonia, con le strette di mano, gli applausi, gli occhi lucidi. Era il 27 novembre del 2018 e chiudeva in bellezza il suo percorso all’università Statale di Milano. Quel 110 e lode trionfava sulle torte dei festeggiamenti e pure sul giornale: «Il mio ragazzo aveva fatto scrivere un trafiletto sotto la foto “Alla mia dottoressa da 110 e lode”», ricorda la dietista.
A gennaio la beffa: la lode è sparita. «Quando ho scaricato l’autocertificazione dal sito per iscrivermi all’albo ho visto che non c’era – spiega -. Mi è sorto il dubbio. Ho tutti i ricordi con quel 110 e lode, anche la mia correlatrice e una sua collega non hanno dubbi. E adesso mi vengono a dire che non ho la lode?». Ha iniziato a scrivere a tutti, al presidente del corso di laurea, alla relatrice, alla segreteria, al rettore. «Il presidente del corso di laurea mi ha convocato e ha detto che sui registri la lode non c’era – continua la laureata della Statale – mi ha fatto vedere un foglio di brutta spiegandomi che la lode era stata tolta. Era cancellata a penna. E adesso che mi è arrivato il diploma ovviamente non c’è. Ma come? Deve esserci un errore di trascrizione sui registri. Il giorno della laurea mi è stato confermato il 110 e lode dalla relatrice e da alcuni componenti della commissione». Ma non si arrende Emma Somma, che nel frattempo ha trovato lavoro nel suo settore. «Avevo inviato anche un sacco di curriculum con 110 e lode nel frattempo e se partecipo a concorsi pubblici la lode fa punteggio. Eccome se lo fa». Sono partite anche due lettere dagli avvocati.
Dall’ateneo fanno sapere che la vicenda è stata seguita dagli uffici legali dell’università, in risposta agli avvocati. C’è stato effettivamente un errore, ma nell’atto della proclamazione verbale, del quale il professore si è scusato. Il voto viene calcolato sulla base della tesi che la studentessa presenta, seguita dalla correlatrice, e su un esame di abilitazione più pratico che invece il candidato svolge prima della discussione della tesi con solo la commissione, della quale la correlatrice non fa parte e che comprende anche i rappresentanti delle associazioni di categoria. Dopo la discussione, la commissione riunita per decidere la valutazione ha deciso di non conferire la lode inizialmente ipotizzata in quanto sul suo conferimento non è stata trovata l’unanimità, requisito necessario. Al netto dell’errore materiale effettivamente commesso dal docente, quindi, il voto valido è quello correttamente riportato su tutti gli atti formali prodotti dalla commissione. «Sembrano tutti irremovibili. L’unica soluzione è andare in tribunale con i testimoni. Ma ovviamente comporta dei costi, e ho appena cominciato a lavorare. Ma non mi arrendo. Prima di tutto per principio. Ad alcuni può sembrare strano: tutto questo “casino” per una lode? Ma lo faccio per la soddisfazione personale e per una voglia di giustizia», scuote la testa Emma, che ha raccontato la sua vicenda anche su una pagina Facebook degli studenti della Statale, raccogliendo conforto e più di 1.500 reazioni.
ilgiorno

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