Maturità con tablet e palmari Studenti rischiano l’anno per copiare

La diretta del Corriere dell’Università dal Liceo Giulio Cesare di Roma nello storico istituto del quartiere Trieste, durante lo svolgimento della prima prova dell’Esame di Maturità 2012
L'entrata del Liceo romano Giulio Cesare

DIRETTA. Dal Liceo Giulio Cesare di Roma il nostro inviato Lorenzo Cinque

VIDEO. Gli studenti all’ingresso dell’Istituto. Clicca qui

ore 7.00. Al Liceo statale “Giulio Cesare” di Roma, storico istituto del quartiere Trieste, la prima ragazza è arrivata già alle sette di mattina, seguita poco dopo da altri coraggiosi mattinieri. Tutti pronti per la prima prova dell’esame di maturità. Facce tese, qualche sorriso accennato e il vocabolario di italiano stretto forte sotto il braccio. Un tomo che funge da amuleto, da stringere oggi più che mai e poi da relegare in qualche angolo buio della libreria di casa, tanto c’è internet, Wikipedia e diavolerie varie. Oggi però è la sua giornata, tutti ce l’hanno e tutti sperano che le sue migliaia di pagine custodiscano bene i “segreti aiuti” che quasi tutti hanno stipato, meticolosamente, all’interno.

Ore 7.30. I cancelli della scuola sono ancora chiusi e alle sette e trenta la tensione comincia a farsi prepotente nell’animo dei ragazzi. C’è chi parcheggia il motorino in una maniera che definire barbara è un complimento, chi urla per incitare i compagni come neanche l’esercito alleato prima dello sbarco in Normandia. Poi tocca al “tam tam” delle domande rivolte ai professori che entrano nell’istituto. I docenti provano a sottrarsi ma è impossibile. “Prof. ma allora si sa qualcosa? Trapelato niente?”, ci si prova, si butta lì la domanda come si getta un’ancora che non toccherà mai il fondo, però tentar non nuoce. “Dormito poco, pochissimo, mi sembra che la notte non sia mai passata” mi racconta un ragazzo che malgrado tutto non rinuncia a scherzare. “Nella tasca interna dei pantaloni ho un piccolo tablet, se mi chiedono ‘Perché cammini così?’ gli dico che ha preso una botta a calcetto”. Già perché da qualche anno a questa parte l’esame assomiglia più ad un “guerra elettronica”: finita l’era delle migliaia di foglietti (oddio a qualcuno non si rinuncia mai) si è aperta quella dei telefonini connessi al web, dei tablet, dei palmari dove la casa della “mela mangiata” la fa da padrone. Aggeggi elettronici sempre più piccoli ed efficienti che non servono però a stemperare la tensione.

Ore 7.45. Si avvicina l’orario di ingresso e cominciano gli abbracci tra compagni. Sembra di assistere all’ultimo saluto che veniva riservato agli immigrati prima di salpare, in direzione Stati Uniti, dal porto inglese di Southampton. Abbracci profondi, di chi si sta per addentrare verso l’ignoto e che non vede l’ora di vedere l’uscita, le vacanze, la libertà. Qualcuno perde i fogli che ha mal riposto all’interno di pantaloni che sembrano gonfi come neanche quelli indossati dal rapper più radicale dell’East Coast americana.

Ore 8.00. Sono quasi le otto e l’ora “x” s avvicina. Tutti si asserragliano contro l’ingresso del Giulio Cesare, aspettando la chiamata, che avverrà per sezioni. Ecco che una professoressa scende le scale che precedono l’ingresso vero e proprio nell’istituto ., è il momento.“Sezione F”, arriva la chiamata, i ragazzi entrano convinti. C’è chi grida, chi saluta, chi corre addirittura verso l’ingresso. Non c’è paura nell’aria, c’è entusiasmo, c’è voglia di affrontare la prova e lasciarsela alla spalle. Perché la vita vera, e gli studenti lo sanno, sta per cominciare.

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2 comments
  1. La sfida del secolo probabilmente è proprio Tablet VS Bigliettini.
    Ma personalmente, un pò perché il “giorno del giudizio” al liceo l’ho vissuto qualche anno fa, un pò perché sono un’inguaribile tradizionalista, continuo ad apprezzare / utilizzare / nascondere i fedelissimi bigliettini proprio in stile asso nella manica!

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