Mattarella: "Università decisive per la democrazia. Distanza da politica portò alle leggi razziali"

Si è svolta oggi, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018-2019, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La cerimonia è stata aperta dal saluto del sindaco di Firenze Dario Nardella. Dopo la relazione del rettore dell’Ateneo fiorentino Luigi Dei, hanno preso la parola il rappresentante degli studenti Matteo Sandrucci e il rappresentante del personale tecnico-amministrativo Giuseppe Pieraccini. La prolusione è stata svolta da Giovanni Zago, del Dipartimento di Lettere e Filosofia, sul tema “Res publica, istruzione pubblica. Roma antica paradigma per il presente?”.
Il Presidente Mattarella ha preso la parola, a conclusione della cerimonia, per un saluto: “Le università sono il luogo principe per affermare la cultura del Paese”,  “hanno un ruolo fondamentale e decisivo per la democrazia e la Repubblica”. “Tutto questo è avvenuto perchè la vostra generazione un giorno non ha voluto più saperne della politica”- ha proseguito Mattarella, ricordando gli 80 anni delle leggi razziali, una pagina “grave, triste e spregevole della nostra storia”, prendendo in prestito le parole scritte ai genitori da un 20enne, condannato alla fucilazione durante il fascismo. C’è oggi “l’esigenza di una società consapevole, attiva, vigile, che alimenti così le istituzioni in maniera genuina perché, quando le istituzioni vedono indebolite questo rapporto deperiscono e si inaridisce la loro vitalità” ha detto il Presidente a Firenze. “La cultura è strumento, antidoto contro questo pericolo: la cultura lo strumento per rendere più forte la convivenza e più partecipe migliorare la vita delle istituzioni mantenendo rapporto di connessione tra queste e la società”, ha aggiunto.

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