Maker Faire Rome, le dirette con i protagonisti della rivoluzione digitale

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Robot, droni, stampanti 3D, bitcoin, guru e startupper. Dal 27 settembre al 5 ottobre, Roma diventa capitale dell’innovazione con la Innovation Week. In scena al Parco della Musica il futuro possibile con i protagonisti della rivoluzione digitale. Una settimana intera dedicata all’innovazione che culminerà dal 3 al 5 ottobre nella seconda edizione della Maker Faire Rome, la più grande fiera europea dedicata agli inventori, creativi e artigiani digitali. Più di 70 mila metri quadrati di esposizione, 600 invenzioni da tutto il mondo, oltre 100 speaker, 74 talk, 42 workshop da 33 nazioni e un’area Kids di 2000 mq con 120 workshop didattici, show scientifici, tour esperienziali e tantissimi laboratori e attività interattive.
Venerdì 3 ottobre un ruolo centrale lo avranno i giovani. In diretta web dalle 11.30 alle 12.30 con “20 under 20” tutti, sul palco e in platea, saranno rigorosamente under 20. Durante l’appuntamento, realizzato in collaborazione con l’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia, alcuni fra i più brillanti adolescenti di cinque continenti racconteranno ai loro coetanei in che modo stanno cambiando il mondo con una app o una invenzione. Sul palco: Joey Hudy, il ragazzo che ha mostrato a Barack Obama il suo “cannone spara marshmallow” e che ora, a nemmeno 18 anni, sviluppa invenzioni per il colosso della tecnologia Intel. Il quindicenne di Boston Nathan Han, che ha vinto il premio ISEF promosso da Intel grazie al suo software di apprendimento automatico per studiare le mutazioni del gene BRCA1 legato al tumore al seno: il tasso di precisione del suo strumento va oltre l’80%. E ancora dalla Germania, Lennart Kleinwort che a 15 anni ha realizzato un’app per dispositivi mobile che semplifica le operazioni di disegno a mano e traduce in equazioni il rendering del disegno per una eventuale e più facile successiva rielaborazione. Da Singapore

Shannon Xinjing Lee, che a 17 anni ha inventato la batteria del futuro a partire da una melanzana carbonizzata, più efficiente ed ecosostenibile di quelle attualmente in commercio. Dall’Italia Giuseppe Dall’Agnese, che si è distinto con un progetto sul funzionamento della chinasi p38, sviluppato al quinto anno del Liceo Scientifico Biologico “Elisabetta Vendramini” di Pordenone, vincendo l’Exceptional Science Award dell’American Physiological Society. Il suo studio potrebbe aiutare a capire come regolare l’attivazione di questo particolare enzima e permettere così la messa a punto di nuove e più efficaci terapie per gravi malattie come il rabdomiosarcoma e la distrofia muscolare.

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