Lavorare al tempo della crisi oppure sponsorizzarsi su Facebook

Su Facebook ci siamo imbattuti in uno stano annuncio sponsorizzato, di quelli che vedete quotidianamente sul lato destro della vostra pagina. “Ciao sono Alessandro e cerco lavoro come web editor”, una bella foto e una grande scritta HIRE ME. Un modo per pubblicizzare se stessi? No, un modo per cercare lavoro e farsi notare. Abbiamo scovato Alessandro Aru, ecco cosa ci ha raccontato.

L’evoluzione del mondo dei social network negli ultimi anni ha letteralmente sconvolto il mondo del lavoro. Abbiamo riposto nei vecchi mobili il caro curriculum di carta per passare all’organizzazione di profili aziendali su LinkedIn, Twitter o Facebook. Le aziende ti spiano, capiscono i tuoi interessi, il tuo modo di comunicare e decidono se puoi essere un potenziale dipendente. Proprio su Facebook ci siamo imbattuti in uno strano annuncio sponsorizzato, di quelli che vedete quotidianamente sul lato destro della vostra pagina. “Ciao sono Alessandro e cerco lavoro come web editor”, una bella foto e una grande scritta HIRE ME. Un modo per pubblicizzare se stessi? No, un modo per cercare lavoro e farsi notare. Abbiamo scovato Alessandro Aru, ecco cosa ci ha raccontato.

Ultimamente si è letto molto di come le aziende siano sempre più interessate ad indagare la presenza social dei candidati e di conseguenza di come Facebook possa essere pericoloso nella fase di ricerca di un lavoro. Quello che ho voluto fare è stato in parte anche ribaltare questa nozione. Se è vero che una cattiva gestione del proprio profilo, o semplicemente delle opzioni di privacy, rischia di metterci in cattiva luce agli occhi degli head hunters, è altrettanto vero che Facebook mette a disposizione uno strumento in grado di distinguersi in positivo tra i candidati con altrettanta potenzialità: le inserzioni a pagamento”.

Se si restringe bene il target di riferimento – continua a spiegarci Alessandro – il costo è pienamente sostenibile, rinunciando a una cena fuori. Dall’altra parte il mio vantaggio nell’utilizzo di questo tipo di “promozione” è che Facebook permette di targettizzare i propri annunci in base ad interessi precisi e anche al luogo di lavoro. Ho selezionato un cluster preciso: Milano città, interessi nel web marketing e persone che seguono pagine tematiche precise”.

Una selezione quindi molto accurata che consente proprio di entrare nel “giro giusto”. “Qualche risultato si vede già, la prossima settimana ho un po’ di colloqui – ci spiega – quello che è stato apprezzato, nei feedback ricevuti, è che facendo del social media marketing su me stesso, ho dato prova che le mie capacità di gestione e strategia sono reali. E questo credo che valga mille volte di più rispetto a una riga nel curriculum”.

Qui il suo sito

Martina Gaudino

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