Laureati STEAM sempre più introvabili: nel 2020 le imprese volevano assumere 110mila profili ma non hanno trovato nessuno

Lo dicono i dati di Excelsior Unioncamere presentati oggi durante un convegno di Confindustria. Sul mercato mancano i laureati in scienze, tecnologia, engineering, arte, Matematica.

AAA, cercasi STEAM disperatamente. Anche in un anno molto difficile come il 2020, caratterizzato dal lockdown e dall’emergenza Coronavirus, che ha nei fatti stravolto il panorama lavorativo italiano (e non solo), le imprese hanno ricercato e non trovato almeno 110mila profili STEM (scienze, tecnologia, engineering, Matematica) a cui si aggiunge l’arte (STEAM). È il dato emerso oggi durante durante la 27esima giornata nazionale Orientagiovani, la manifestazione organizzata da Confindustria, che si è svolta oggi con un convegno online.

In particolare, secondo i dati Excelsior Unioncamere presentati durante il convegno, tra industrie e servizi del settore privato sono mancati all’appello 8.559 laureati in indirizzo chimico e farmaceutico e 1.699 diplomati degli Its delle ‘nuove tecnologie della vita’; 31.685 diplomati Its nelle aree tecnologiche esclusi i beni culturali e le tecnologie della vita; 41.450 laureati in ingegneria elettronica/informatica e ingegnerie industriali (tra cui aerospazio, meccatronica, navale); 11.611 laureati in indirizzi artistico-umanistici e 4.158 diplomati Its; 9.900 profili tra le scienze matematiche, fisiche, informatiche.

“Mettendo insieme tutti questi numeri – ha detto Giovanni Brugnoli, vicepresidente per il Capitale Umano di Confindustria – è come se sparisse di colpo l’intera città di Terni. Le competenze Steam sono le competenze del futuro, di un nuovo rinascimento italiano. Orientare i giovani verso questa formazione è necessario per colmare il gap di profili ricercati dall’industria”.

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