La rassegna stampa di lunedì 21 settembre

Scuola, Università Ricerca: le notizie della giornata, selezionate per voi dalla redazione di CorriereUniv.
Il Messaggero – Università, un Jobs Act per assumere i ricercatori – Archiviata, o quasi, la riforma della scuola, ora è la volta dell’Università. come annunciato in estate, il Governo Renzi si appresta a cambiare il mondo dell’istruzione superiore in Italia: in primis andranno aggiornati i ruoli dei ricercatori, vero e proprio popolo di precari per i quali l’assunzione in ruolo sembra davvero un miraggio.
La Repubblica – Nella scuola che sfida la Lega, tutti i bambini del mondo – Due classi elementari esclusivamente composte da studenti provenienti da famiglie straniere: il tentativo (riuscito) di integrazione e d’apertura in una scuola del bresciano. Uno schiaffo alle politiche esclusiviste della Lega nord proprio nel cuore territoriale del suo elettorato.
Italia Oggi – Borse di studio da 8 milioni – Il decreto è al vaglio della Corte dei Conti: 8 milioni di euro per garantire la retribuzione ai laureati di Giurisprudenza che effettuano il tirocinio negli uffici giudiziari pubblici.
Giornale di Sicilia – La supernova non ha segreti grazie a un gruppo di scienziati italiani – E’ di un gruppo di ricercatori di Palermo, il modello matematico che spiega origine e funzionamento delle supernove.
Corriere della sera – quei 30 miliardi in più che lo Stato sborsa per le spese di cancelleria – A pochi giorni dall’inizio della scuola, con annesse spese familiari per il corredo accademico (si parlava di circa 1.000 euro a nucleo familiare), il Codacons denuncia le folli uscite del Governo per cancelleria e aggiornamento dei pc: 30 miliardi di euro l’anno. Una cifra enorme che potrebbe essere abbattuta con semplici accortezze.
 

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Ieri i 520mila studenti che hanno svolto la seconda prova dell'esame di maturità hanno impiegato in media tra le 4 e le 6 ore. Seneca e Tacito i più gettonati nei licei classici. I risultati avranno un peso minore rispetto al passato (solo 10 su 100). Il ministro Bianchi: "L'anno prossimo torneremo alla vecchia impostazione ma disponibile ad introdurre ulteriori novità".